Istruzione
sabato 28 Febbraio, 2026
Carenze, i professori del Galilei bocciano la riforma Gerosa: «Una legge che ci trasforma in impiegati e non porta alla personalizzazione dell’insegnamento»
di Tommaso Di Giannantonio
Un parere unanime espresso dal collegio docenti del liceo scientifico: «Siamo preoccupati, in ballo anche il benessere delle famiglie»
Professori e professoresse del liceo scientifico Galilei di Trento bocciano la riforma del sistema di recupero delle carenze formative. Ieri il Collegio docenti della scuola ha deciso all’unanimità di esprimere «grande preoccupazione» riguardo al disegno di legge proposto dall’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa.
L’organo collegiale del Galilei individua tre criticità, in primis in merito alla questione formativa. «Il ddl propone infatti una valutazione finale biennale delle carenze (secondo e quarto anno) accompagnata da percorsi di recupero, progettati in ogni singola fase e monitorati costantemente tramite registro elettronico — premettono i docenti — Da un lato questo metodo incide pesantemente sul benessere delle famiglie, già ora spesso in ansia a causa delle continue notifiche; dall’altro, questo processo non favorisce certo la personalizzazione dell’insegnamento, che avviene invece soltanto dentro la relazione docente/studente, in un procedere che non può essere così standardizzato e monitorato, ma come sa ogni insegnante, è scandito anche da pause, intoppi, rallentamenti, che appartengono all’umano procedere dell’apprendimento». In secondo luogo «sul piano educativo — affermano — questo monitoraggio ossessivo legittima la procrastinazione, con il rischio che gli studenti, che sono soggetti in fase di crescita, si abituino, da noi legittimati, a spostare e a rimandare il momento della verifica, con la possibilità concreta di perdersi, in un arco di tempo che per chi ha 14/15 anni è troppo lungo da gestire». Infine «il ddl propone una moltiplicazione esagerata delle incombenze burocratiche, che trasformano l’insegnante in un impiegato che deve completare un mansionario», concludono.
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