L'appello

lunedì 22 Dicembre, 2025

Capodanno senza botti, l’appello delle associazioni a Ianeselli: «A Trento serve un divieto chiaro»

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Animalisti e ambientalisti chiedono al sindaco di vietare petardi e fuochi d’artificio nella notte di San Silvestro e nei giorni successivi. «Il 94% dei cittadini è contrario: servono ordinanze e sensibilizzazione»

Un Capodanno senza botti, petardi e fuochi d’artificio. È la richiesta che arriva al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, da un fronte compatto di associazioni animaliste e ambientaliste che chiedono un divieto esplicito per la notte del 31 dicembre e per i tre giorni successivi.

A firmare il comunicato sono ENPA ODV del Trentino – sezione di Rovereto, Io non ho paura del lupo APS, LAV Lega antivivisezione ETS, LIPU ODV sezione di Trento e WWF Trentino Alto Adige/Südtirol. Le associazioni ricordano come in molti territori il tema sia già stato affrontato con provvedimenti concreti: «A Bolzano ma anche a Merano, come in diversi comuni trentini del resto – solo per citare alcuni esempi – le ordinanze ci sono».

Alla base dell’appello c’è anche il dato del consenso popolare. «Secondo un’indagine DOXA del 2024, realizzata per conto di LAV, il 94% degli intervistati è contrario all’uso di materiali esplodenti; il 31% già non li usa e il 63% è pronto a rinunciarvi», sottolineano le associazioni, parlando di un «appello urgente» rivolto all’amministrazione comunale.

I rischi legati ai botti, spiegano, non riguardano solo il disturbo sonoro. Le esplosioni improvvise provocano stress acuto e terrore negli animali domestici e nella fauna selvatica, con conseguenze che in molti casi possono essere fatali. Le fughe incontrollate di animali spaventati, inoltre, possono causare incidenti con feriti, coinvolgendo anche le persone.

Il problema riguarda anche le fasce più fragili della popolazione. Fuochi d’artificio e petardi, ricordano le associazioni, creano forti disagi a persone malate, anziane o particolarmente sensibili, mentre ogni anno le cronache riportano «le storie di centinaia di feriti umani, fra cui molti minorenni che soffriranno per tutta la vita le conseguenze dei botti».

Secondo i firmatari del comunicato, a Trento finora si è scelto un approccio insufficiente. L’amministrazione comunale si è limitata a raccomandazioni di prudenza e al richiamo del regolamento che vieta l’uso di botti in presenza di persone e animali. Una norma che, secondo le associazioni, non tiene conto della realtà: «Ciò che a noi può sembrare “lontano”, per gli animali invece è imminente, incombente, pericoloso».

La richiesta è dunque chiara: «Quello che serve e che chiediamo è un divieto esplicito e una campagna di sensibilizzazione», che – sottolineano – potrebbe essere avviata già nei prossimi giorni, in vista delle festività di fine anno. Un appello che riaccende il dibattito su sicurezza, benessere animale e qualità della vita anche durante i festeggiamenti.