Commercio

lunedì 2 Febbraio, 2026

Borgo Valsugana, chiude Gaiardo Centro Carta. «Nati come tipografia, centinaia di bambini hanno comperato qui il loro zainetto»

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Era in centro dal 1972. A gestirlo Enrico con la moglie Patrizia. al suo posto un negozio sportiva

Per molti borghesani non è mai stata solo una cartoleria. Con la chiusura della Gaiardo Centro Carta, avvenuta domenica 25 gennaio, Borgo ha salutato un luogo che per oltre cinquant’anni è stato sinonimo di scuola, lavoro, creatività e relazioni. Dietro il bancone, sempre loro: Enrico e Patrizia Gaiardo, una coppia nella vita e nel lavoro che ha accompagnato generazioni di studenti, famiglie e professionisti, ben oltre la semplice vendita di articoli per l’ufficio o la scuola.

La storia inizia nel 1972, quando Enrico apre una tipografia insieme al fratello, in una sede diversa da quella attuale. Nel 1979 entra nell’attività anche Patrizia, di origine veneta, che da Mestre arrivava spesso a Borgo in vacanza e che qui ha poi deciso di mettere radici. Negli anni l’attività cresce, si sposta nel 1993 in un edificio poco distante dall’attuale negozio e amplia l’offerta affiancando alla tipografia la cartoleria. Il salto definitivo arriva nel 2003, con la ristrutturazione dell’ex segheria che diventerà l’attuale Centro Carta: uno spazio pensato per la scuola e l’ufficio, organizzato con arredi su misura, in particolare le grandi scaffalature che hanno sempre caratterizzato il negozio.

Nel tempo cambia anche il nome, da Centro Stampa a Centro Carta, ma resta invariata l’attenzione al cliente. Oltre alla vendita, il negozio diventa un punto di riferimento per servizi di copisteria, stampa, rilegature e lavori tipografici. Enrico, in particolare, porta avanti fino a tempi recenti un mestiere ormai raro: la rilegatura artigianale di libri antichi, eseguita con macchinari storici, gli ultimi rimasti in zona fuori da Trento.

La decisione di chiudere è maturata gradualmente. «Siamo entrambi in pensione», spiegano, «e l’operazione al cuore di Enrico ci ha imposto di fermarci». Negli ultimi anni avevano cercato qualcuno disposto a raccogliere il testimone, ma senza successo. I figli hanno scelto altri percorsi professionali, e di questo, dicono, sono orgogliosi. «Quando si chiude un’attività tua», raccontano, «pesa molto più che fare un trasloco».

A mancare di più sarà soprattutto il rapporto umano. «Il contatto con la gente: nel tempo si sono create amicizie vere, oltre alla clientela. Spesso aiutavamo anche le persone anziane con pratiche online o semplici stampe», dice Enrico. Patrizia aggiunge il legame con fornitori e rappresentanti da tutta Italia, costruito in anni di lavoro, e una quotidianità senza pause: «Nel 2025 non abbiamo fatto nemmeno un giorno di ferie. Enrico è sempre stato uno stacanovista».

Nonostante i cambiamenti portati dall’online, il negozio ha continuato a essere frequentato da clienti provenienti da tutta la Valsugana, dal Tesino e fino a Cismon del Grappa. Ogni anno, raccontano, i 200 zaini ordinati venivano puntualmente venduti tutti.

Ora lo spazio è pronto a cambiare volto: il negozio passerà a una nuova gestione e diventerà un punto vendita di articoli sportivi. Per Enrico e Patrizia si chiude un capitolo lungo una vita intera. Per Borgo, se ne va un pezzo di storia quotidiana, fatta di impegno, pazienza e relazioni.