L'intervento

mercoledì 20 Maggio, 2026

Al festival dell’economia si parla di IA. Il nobel Pissarides: «Avrà impatto sull’economia, ma non come si crede. E i grandi investimenti sono ingiustificati»

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«I processi e applicazioni che coinvolgono gli esseri umani sono ancora i più importanti»

L’intelligenza artificiale avrà un impatto sull’economia, ma soltanto in alcuni settori specifici. Ne è convinto Christopher Pissarides, Premio Nobel per l’Economia 2010, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento, dove ha espresso cautela sul futuro degli investimenti legati all’AI.

«Sicuramente l’intelligenza artificiale avrà un impatto, ma solo su alcuni specifici settori dell’economia complessiva», ha dichiarato l’economista. Secondo Pissarides, alcuni comparti potrebbero trarre vantaggio dall’innovazione tecnologica, in particolare il settore manifatturiero italiano, ma i benefici non saranno diffusi in modo uniforme.

Nel suo intervento, il Nobel ha invitato le imprese a mantenere prudenza rispetto agli investimenti milionari nel settore dell’intelligenza artificiale. «Grandi investimenti nell’intelligenza artificiale? Non credo siano giustificati, almeno non al momento. Io non ci scommetterei», ha affermato.Secondo Pissarides, oggi sono ancora poche le aziende che utilizzano realmente l’AI in modo efficace, nonostante gli strumenti siano facilmente accessibili. «Attualmente sono poche le società che utilizzano in modo efficace l’intelligenza artificiale, eppure ogni suo strumento è disponibile anche con pochi click», ha spiegato.

Per l’economista, uno dei principali ostacoli riguarda la capacità delle aziende di adattare il proprio modello di business alle nuove tecnologie. «Questo significa che non tutti vogliono investirci, perché c’è un problema di adattamento del proprio business a questi strumenti», ha sottolineato. Pissarides ha inoltre evidenziato come, almeno per ora, il ruolo degli esseri umani e dei sistemi informatici tradizionali resti centrale nei processi produttivi e organizzativi. «Processi e applicazioni che coinvolgono gli esseri umani, oppure semplici computer, sono ancora i più importanti», ha aggiunto.

Nel corso dell’incontro al Festival dell’Economia di Trento, il Premio Nobel ha infine richiamato l’attenzione sull’incertezza che ancora caratterizza l’evoluzione dell’AI e le sue ricadute economiche. «Non sappiamo in che direzione stiamo andando e quindi le società, in questa incertezza, sono preoccupate da investimenti milionari», ha spiegato.

Da qui l’invito a puntare sulle competenze scientifiche e sull’analisi dei dati. «Il meglio che possiamo fare è affidarci a dati e numeri, così come a materie come matematica, ingegneria e scienza. L’intelligenza artificiale, in fondo, resta solo uno strumento, per quanto estremamente facile da utilizzare».