Cronaca

mercoledì 11 Febbraio, 2026

Aggredì due autisti sul bus per Campiglio: denunciato un giovane. La Uil: «Lavoratori nel mirino dopo gli après ski, servono cabine blindate»

di

Il responsabile dei fatti dello scorso 13 dicembre dovrà rispondere di lesioni, violenza a incaricato di pubblico servizio e interruzione di pubblico ufficio

Ha un nome il presunto responsabile dell’aggressione a due autisti di Trentino Trasporti, episodio avvenuto il 13 dicembre scorso. Il giovane, del posto, è stato denunciato a piede libero. Lesioni personali, violenza a incaricato di pubblico servizio e interruzione di un servizio di pubblica necessità i reati per i quali è stato segnalato alla Procura della Repubblica. Il tutto per aver importunato delle ragazze su un pullman di linea e, di seguito, per aver preso a calci e pugni due dipendenti di Trentino Trasporti, procurando anche un ritardo di 50 minuti circa ai passeggeri del mezzo pubblico.

Le indagini sono il frutto della collaborazione tra i carabinieri di Pieve di Bono e di Tione, i quali hanno provveduto ad accertare l’identità dell’individuo accusato dei fatti avvenuti il 13 dicembre scorso sul pullman di Trentino Trasporti diretto da Madonna di Campiglio a Tione.

In sostanza la persona individuata e denunciata avrebbe ripetutamente importunato due passeggere e per aver reagito con un calcio alla richiesta dell’autista di interrompere tale comportamento, violenza ripetuta di seguito anche contro un collega dell’autista, per poi darsi alla fuga. A seguito dell’aggressione, i due dipendenti di Trentino Trasporti, che avevano tempestivamente allertato i carabinieri della Compagnia di Riva del Garda tramite il 112, avevano riportato lesioni guaribili in 10 giorni. Grazie alla loro testimonianza, a quella dei passeggeri e ai filmati dell’evento, ai carabinieri è stato possibile identificare il perpetratore delle violenze, che è stato quindi raggiunto dalla denuncia a piede libero e che dovrà ora difendere la propria condotta in tribunale.

«È uno dei tanti eventi negativi coi quali ci troviamo purtroppo a fare i conti – afferma il segretario provinciale di UIL Trasporti, Nicola Petrolli – la situazione in uscita dai cosiddetti après ski è particolarmente critica. Ci sono utenti in stato gravemente alterato che salgono sulla corriera e iniziano a dare in escandescenze a danno degli autisti, dei passeggeri e del servizio. A tal proposito abbiamo provveduto ad avanzare una serie di richieste al commissariato del Governo, su tutte, di approntare un autobus urbano che parta 5 minuti prima e che si faccia carico di tutte le persone in stato di alterazione, in modo da separarle da quelle che tornano a casa dal lavoro e che ambirebbero a farlo senza venire molestate, ingiuriate o minacciate di violenza. Se uno paga l’abbonamento ha anche il diritto a un servizio pubblico dignitoso».

Il rappresentante del sindacato autisti avanza anche altre richieste: «Abbiamo anche chiesto che l’autista dei bus possa venire considerato come un pubblico ufficiale – continua Petrolli – questo perché in tal modo ci sarebbero maggiori tutele nei nostri confronti e al tempo stesso pene più severe per coloro che si rendessero protagonisti di aggressioni. Spesso ci troviamo a fare i conti più volte con gli stessi identici individui, i quali, anche se denunciati, continuano imperterriti a mettere in atto i loro comportamenti dannosi. A volte si ha l’impressione che denunciare serva a poco, tuttavia noi diciamo sempre ai nostri iscritti di continuare a farlo, perché quando il cumulo delle denunce diventa eccessivo questi soggetti vengono possono finalmente essere tolti di mezzo».

Petrolli chiede anche sistemi di protezione e intervento più moderni e sicuri per gli autisti: «Abbiamo fatto richiesta di poter avere autobus con cabina blindata, i quali ci sono tuttavia sempre stati negati – specifica il sindacalista della UIL – un’altra cosa che serve è rendere automatica la risposta alla nostra chiamata al 112. È vero c’è il pulsante per la chiamata diretta, ma quello che avviene in concreto è che tu lo premi e vieni richiamato mentre stai avendo a che fare con una persona alterata e potenzialmente violenta. A quel punto ti viene chiesto di fornire le generalità, proprio di fronte tale individuo. È chiaro che rischi che il soggetto ti venga a prendere a casa il giorno dopo. Sono processi che dovrebbero essere automatici».