La nota

domenica 10 Maggio, 2026

Adunata di Genova, Soini: «Alpini faro per l’Italia, da loro un modello di solidarietà che non muore»

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Il presidente del Consiglio provinciale sfila con la delegazione trentina nel 50° del sisma in Friuli: «Protagonisti della ricostruzione, hanno gettato le basi della Protezione civile moderna»

Tra le seimila penne nere trentine che oggi colorano le strade di Genova, c’è anche il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini. Una presenza che vuole testimoniare il legame indissolubile tra il territorio e l’Associazione Nazionale Alpini, in un’edizione dell’Adunata nazionale che assume un significato storico particolare, cadendo nel cinquantesimo anniversario del devastante terremoto del Friuli.

Proprio partendo dal tema dell’evento, Soini sottolinea come lo slogan scelto per l’edizione 2026, “Alpini faro per il futuro dell’Italia”, riassuma con precisione il ruolo delle penne nere: «Sono divenuti “faro” grazie alla loro storia fatta di valore, di coraggio, generosità, sincero amor di Patria intesa prima di tutto come comunità», ha dichiarato il presidente, indicando in questi valori l’unica strada possibile per costruire un futuro in cui «i giovani possano riconoscersi con orgoglio e speranza».

Il ricordo corre inevitabilmente a quel maggio del 1976, quando il Friuli fu messo in ginocchio dal sisma. Gli alpini trentini furono tra i primi a rispondere alla chiamata: «Le sezioni Ana trentine mandarono centinaia di volontari nelle valli del Friuli che lavorarono per anni per rimettere in piedi in modo magistrale case e beni culturali».

Secondo Soini, quell’esperienza fu il seme di qualcosa di più grande: «In quegli anni della ricostruzione, furono protagonisti di un nuovo modello di solidarietà che sta alla base della nascita e dello sviluppo della Protezione civile moderna». Un’efficacia che, purtroppo, è stata messa alla prova in numerose tragedie della storia recente italiana, confermando l’Ana come colonna portante del sistema di soccorso nazionale.

Il presidente ha poi condiviso una riflessione scaturita dalla recente visita al Museo storico degli Alpini del Doss Trento, descritta come «un’esperienza umana profonda». Soini ha tenuto a precisare che, nonostante la narrazione di episodi di eroismo e la presenza di reperti bellici, nelle sale del museo «non c’è spazio per il militarismo e il nazionalismo».

L’immagine che emerge è quella di «una comunità militare dedita al dovere con umiltà, discrezione, dignità senza mai rassegnarsi all’ingiustizia o alla prevaricazione». È con questo spirito di servizio, lontano dalla retorica bellicista, che Claudio Soini ha scelto di unirsi alla sfilata nel capoluogo ligure: «Gli Alpini hanno tutte le carte in regola per fare la loro parte nel futuro. Per questo sono a Genova per sfilare con le nostre Penne Nere».