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martedì 7 Maggio, 2024

Acquedotti, cento milioni dal Pnrr per ridurre gli sprechi di acqua

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Lo ha annunciato il Ministero delle Infrastrutture. Andranno a 18 progetti
acquedotto

Risorse fresche dall’Europa per sistemare quello che era da tempo un tallone d’Achille del Trentino. Grazie al Pnrr arrivano in provincia più di 100 milioni di euro per sistemare gli acquedotti. Un risultato di tutto rilievo se si tiene conto del fatto che in questi ultimi anni in Provincia c’è stata una forte penuria d’acqua d’estate. La causa originaria è il cambiamento climatico, ma c’entra qualcosa anche la scarsa efficienza di molti acquedotti che produce anche sprechi notevoli. Ecco così che sono stati presentati molti progetti per ottenere il finanziamento a lavori di risanamento e sistemazione della rete idrica trentina.
Ora la Provincia spiega che è arrivata risposta positiva per molti di questi progetti. Accedono alle risorse PNRR le iniziative promosse dal Trentino per lo sviluppo e riqualificazione degli acquedotti. Si tratta di ben 18 progetti, presentati da gestori o Comuni trentini, ora ammessi a finanziamento per oltre 100 milioni di euro complessivi. A stabilirlo è il decreto direttoriale pubblicato ieri dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un esito positivo per il quale esprimono soddisfazione il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessora provinciale agli enti locali Giulia Zanotelli e l’assessore provinciale alle acque pubbliche Mattia Gottardi. Giunge così a compimento un fitto dialogo che proseguiva da diverso tempo tra il livello centrale e quello trentino e su cui la Giunta provinciale aveva in più occasioni verificato con il Ministero delle Infrastrutture lo stato dell’arte. Un risultato inoltre raggiunto grazie alla collaborazione tra strutture provinciali e comunali. Il Dipartimento Enti locali della Provincia assieme ad Aprie ha infatti coordinato un gruppo di lavoro che già alla fine del 2023 aveva riunito il Consorzio dei Comuni e i Comuni interessati, oltre ai gestori degli acquedotti, allo scopo di individuare strategie di presentazione dei progetti entro il 28 dicembre.
Anche alla luce del percorso avviato, il presidente della Provincia e gli assessori confermano quindi l’importanza del assegnazione del finanziamento, a livello tecnico e contabile, che consente a 18 progetti, e a 27 tra Comuni e società pubbliche interessati, di migliorare profondamente le reti e i sistemi acquedottistici, in un contesto strutturale che oggi vede il territorio trentino impegnato a recuperare almeno 10 punti per quanto riguarda la quota di perdite delle reti rispetto alla percentuale oggi collocata intorno sopra al 37%. Un numero molto importante che certo non aiuta a evitare sprechi idrici. Il pesante intervento del Pnrr annunciato ieri, quindi, potrà collocare la provincia in ottima posizione per quanto riguarda la qualità della rete idrica. A confermare la necessità di un intervento sono i dati pubblicati da Istat. Nel dettaglio, nel 2022 le perdite idriche totali nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile per regione sono state del 33,8 in tutto il Trentino-Alto Adige, una media tra il 28,8% della provincia di Bolzano e il 37,1% di quella di Trento. Il Trentino deve, dunque, recuperare un grande divario con l’Alto Adige. Numeri che restano sotto alla media nazionale, stimata al 42,4% ma che sono in crescita rispetto a quelli del 2020 divulgati lo scorso anno. I residenti, comunque, mostrano ancora apprezzamento per un sistema che comunque si mostra in media migliore rispetto al resto d’Italia. Il focus pubblicato da Istat si concentra anche su altri aspetti, come i gradi di soddisfazione dell’utenza. Proprio il Trentino-Alto Adige parrebbe la regione più sorridente da questo punto di vista, l’unica che sulla questione «soddisfazione famiglie allacciate alla rete comunale» supera il 50% tra quelle che hanno espresso l’opinione in merito. Basse le percentuali delle famiglie che lamentano irregolarità nell’erogazione di acqua: il 2,8% a livello regionale, una media tra le due province, in Trentino è del 4,1%.