Alto Garda
lunedì 2 Febbraio, 2026
La Susina di Dro in pericolo: «Coltura sempre più assente: il prodotto Dop sostituito dalle viti»
di Veronica Antoniazzi
L'allarme lanciato dal gruppo consiliare del Pd: «Tutelare il prodotto»
Secondo il gruppo consiliare del Pd di Dro, la celebre e apprezzata susina è in pericolo. Prodotto «Dop» riconosciuto dal 2012 e contrassegnato dal marchio «De. CO.» Nel 2018, il frutto – denunciano i rappresentanti – sta progressivamente lasciando spazio a colture più redditizie, in particolare alla vite. Un fatto solo apparentemente sorprendente, se rapportato alla crescente predilezione dei consumatori per prodotti tipici di qualità, ma più comprensibile alla luce dell’attuale congiuntura storico-economica. La sostituzione delle colture – sostengono – risponde alle attuali esigenze del mercato.
Una dinamica a cui si assommano, poi, le «criticità provocate dal processo di fusione che ha visto coinvolte le strutture storiche Cbs/Valli del Sarca», la cui riorganizzazione è – a loro avviso – «auspicabile preveda e garantisca quanto meno la prosecuzione dell’attività delle sale di lavorazione delle susine. Una cessazione – avvertono – potrebbe infatti pregiudicare il mantenimento del marchio europeo “Susina di Dro Dop” e penalizzare un suo rilancio». Rilancio che appare invece quanto mai necessario. Da un lato, perché «la monocoltura della vite può forse dare soddisfazione ai contadini nell’immediato, ma nel lungo termine è rischiosa: il mercato del vino non pare più florido come in passato».
Dall’altro, per garantire qualità e tutelare la biodiversità. «Il sigillo di garanzia e qualità – spiegano – prescrive che tutte le fasi di un prodotto – coltivazione, produzione e trasformazione – siano svolte in un’area precisa. Il marchio Dop, oggi, non è semplicemente una sigla: certifica la qualità e l’unicità di un prodotto che incarna la storia e l’identità di un luogo, assumendo il ruolo di ambasciatore; è uno strumento di valorizzazione enogastronomica, economica e della biodiversità». Non si tratta, dunque, di una questione meramente identitaria o produttiva che riguarda soltanto il comparto agricolo, bensì di una che coinvolge l’intero sistema socioeconomico locale. Di qui l’appello dei consiglieri ai vari portatori d’interesse – l’Amministrazione Comunale di Dro, la Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, Apt Garda Dolomiti – a «interrogarsi sul futuro della nostra agricoltura» con la finalità di difendere una risorsa per l’intera comunità.
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