La denuncia

domenica 1 Febbraio, 2026

Diagnosi tardiva al pronto soccorso, ex operaio cita in giudizio l’Azienda sanitaria: «Mi hanno cambiato la vita»

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Enrico Facchinelli ha avviato una pratica legale contro l’Asuit

«Chiedo solo risposte: ho perso il lavoro, ho una moglie, due figli e ho 52 anni». Enrico Facchinelli di Lavis, ex operaio edile di una ditta della Valsugana, ha avviato una pratica legale contro l’Azienda sanitaria di Trento. Una vicenda che, secondo quanto riportato nelle lettere inviate all’Apss dal suo legale, l’avvocato Stefano Tomaselli, potrebbe essere partita da una diagnosi tardiva e forse non corretta al pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara. Il 26 agosto 2023, Facchinelli si sarebbe presentato all’ospedale per una caviglia violacea e dolorante. Dopo visite e prelievi, sarebbe stato dimesso con la diagnosi di «puntura d’insetto all’arto inferiore», si legge nella lettera dell’avvocato. Nei mesi successivi, il paziente avrebbe continuato a sentirsi poco bene. Solo nel febbraio 2024, a seguito di visita medica disposta dal datore di lavoro, sarebbero emerse anomalie tali da richiedere ulteriori accertamenti. «In tale sede è stato emesso dalla dottoressa un referto nel quale si dà atto che i valori dell’emocromo di agosto 2023 avrebbero imposto la tempestiva effettuazione di esami — continua l’avvocato— Al mio assistito è stata successivamente diagnosticata una policitemia vera Jak2 positiva». Una condizione tumorale confermata anche da successivi accertamenti. Nella comunicazione legale si sostiene che «una sua più tempestiva diagnosi, risalente alla data della prima visita al pronto soccorso, avrebbe certamente evitato, se non ritardato, l’insorgenza dei sintomi e delle patologie successivamente accertate, migliorando la qualità di vita del paziente». La malattia avrebbe influito sul lavoro: «Sono stato dichiarato inidoneo alla mansione e poi licenziato — spiega Facchinelli— Mi è stata riconosciuta un’invalidità civile del 67%, con accesso ai benefici della Legge 104». Così ora chiede risposte e un eventuale risarcimento danni. Come si legge nella lettera dell’avvocato inviata lo scorso 8 gennaio 2026: «Si intende adire il Tribunale al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti» già segnalati all’Azienda sanitaria ma rimasti «finora priva di fattivo riscontro, se non tramite richiesta di invio di documentazione per il tramite del broker assicurativo». Enrico Facchinelli chiede, «solo risposte, non silenzi», e «voglio capire cosa è successo e perché».