Il caso

domenica 1 Febbraio, 2026

Party privato al teatro Sociale del neopresidente Putignani che festeggia il compleanno. «Tutto regolare». Ma il Pd interroga

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«Ho pagato tutto io rispettando le regole». La dem Lucia Maestri: «Chiedo chiarezza sull’uso degli spazi»

Arrivano le precisazioni e le diffide, ma il caso della festa di compleanno del presidente del Centro culturale Santa Chiara Giuseppe Putignani al Teatro Sociale apre la polemica politica, perché la consigliera de Partito Democratico Lucia Maestri ha pronta un’interrogazione che domani depositerà in Consiglio provinciale.

Cinquanta candeline
Nemmeno Putignani nega che negli spazi di Palazzo Festi — sopra al foyer del Teatro Sociale — si sia tenuto il party per il traguardo dei sui cinquant’anni. Avrebbe distribuiti gli inviti personalmente agli amici: l’immagine dell’evento del concerto di Giovanni Sollima con l’Orchestra Haydn con la sigla del suo nome, GP, e il numero 50. Dopo il concerto, che si è tenuto appunto giovedì 29, ci sarebbe stata la festicciola. Sul tavolo una Magnum di bollicine, un catering di stuzzichini, e il suo intervento nel quale avrebbe ringraziato l’assessora provinciale Francesca Gerosa per aver coronato la sua carriera nominandolo al vertice del Centro culturale Santa Chiara, abbracciandola subito dopo. Questo, almeno, affermano gli invitati. Molti, tra cui però tanti concertisti che credevano di essere al buffet di fine serata, come ce ne sono tanti.

Ho pagato io
Putignani esclude categoricamente che si tratti di un uso improprio degli spazi dell’Ente di cui è presidente. E che abbia «scroccato» al Centro Santa Chiara spazi e servizi: «Esclusivamente in ottemperanza al principio di trasparenza — afferma il presidente — confermo di avere organizzato un brindisi per festeggiare i miei 50 anni presso una sala sita al secondo piano di Palazzo Festi, nel Teatro Sociale di Trento, provvedendo a prenotare, come per qualsiasi cittadino è consentito fare, in virtù del Regolamento Concessioni d’uso dei teatri e degli spazi del Centro Santa Chiara, la sala di Palazzo Festi, per il cui corrispettivo è previsto il pagamento al Centro Servizi Culturali Santa Chiara a consuntivo delle ore di utilizzo, come di consuetudine». Affermazione che lo metterebbe al riparo da qualsiasi accusa, anche se non sembra che la distinta della prenotazione sia arrivata al tecnico che gestisce gli spazi del teatro, che sentito afferma di «non aver avuto alcuna informazione di una festa di compleanno», ma di aver messo a disposizione gli spazi «per il post-concerto», in ottemperanza di «un accordo tra la Haydn e il Centro Santa Chiara». Anche se poi afferma: «Ma non sono io che mi occupo delle prenotazioni e degli affitti». Anche se a memoria non ricorda che la sala sia stata mai concessa per feste private: «Ricordo presentazioni, convegni, assemblee, corsi di formazione, poi shooting fotografici all’interno del teatro…». Ma Putignani ribadisce che si è mosso rispettando le regole. Anche rispetto al buffet: «Ho provveduto a raccogliere personalmente, come da prerogative di ogni privato cittadino, un preventivo per il brindisi del compleanno, che è stato da me accettato e confermato e che verrà pagato a seguito di regolare fattura». Non solo: «Ho provveduto a pagare, sempre personalmente, e fisicamente presentandomi alla cassa, alcuni biglietti destinati ai miei ospiti privati».

«Ora basta», ma il Pd insiste
«Si diffida chiunque dal perseverare a proseguire con azioni diffamatorie e mi riservo fin d’ora la possibilità di azionare ulteriori iniziative nelle opportune sedi legali», afferma il presidente del Centro Servizi culturali Santa Chiara. Ma questo non basta a fermare l’esercizio di sindacato ispettivo, prerogativa di un consigliere provinciale su un ente strumentale della Provincia la quale nomina direttamente il cda. E infatti la consigliera del Pd Lucia Maestri annuncia il deposito, domani, di una sua interrogazione: «Chiederò alla giunta come sarebbe potuto accadere che un privato, per il suo compleanno, usasse una sede istituzionale dell’ente che presiede. Poi chiederò conto della differenziazione di ogni spesa, di quelle dell’affitto della sala, del costo del personale presente. Da quello che emerge, e confermato, ci sarebbe una non chiara commistione tra uso privato, il compleanno, e l’uso istituzionale, il solito rinfresco post-concerto». La consigliera sintetizza così la sua interrogazione: «Chi paga? E com’è possibile, se confermato, che il presidente di un ente strumentale della Provincia ringrazi l’assessora Gerosa della nomina a presidente?». Perché la questione non sarebbe solo di rispetto delle regole: «Anche di opportunità politica».