Economia

sabato 31 Gennaio, 2026

Federcoop, Simoni in corsa per un terzo mandato da presidente

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Ieri la riunione del Cda, che fino al 31 marzo può indicare un proprio candidato per le elezioni di giugno. Mucchi e Tonina i possibili sfidanti

La prima notizia che esce dal cda della Federazione della Cooperazione trentina è che Roberto Simoni è disponibile a un terzo mandato. Tre ore di discussione, ieri pomeriggio all’ottavo piano di via Segantini per fare i primi metri del percorso che porterà ad eleggere il presidente in giugno. Simoni ha letto una relazione con la quale ha rivendicato i risultati ottenuti nei due mandati alla guida della Federazione. Tra questi ha citato anche il il riavvicinamento a Federcasse, anche se qualcuno gli ha fatto notare che il rapporto con Cassa Centrale è ancora un po’ freddo. Il giro di tavolo è stato lungo e anche denso di spunti, anche se il cammino è ancora lungo, dal momento che lo statuto prevede che entro il 31 marzo il cda ha la facoltà, non l’obbligo, di indicare un proprio nome per la guida della Federazione.

Una facoltà che deve essere esercitata dopo un processo di consultazione dei soci della Federazione stessa. Sarà lo stesso consiglio, su proposta dei vicepresidenti, a decidere le modalità di questa consultazione. In questo percorso si vedrà cosa pensa la base riguardo alla disponibilità del presidente uscente e qual è il clima. Al momento restano dietro le quinte gli altri potenziali candidati. Da una parte il rappresentante del credito Silvio Mucchi, presidente della Cassa rurale Val di Non, Rotaliana e Giovo che potrebbe entrare in gioco nel caso in cui la candidatura di Simoni incontrasse difficoltà e dall’altra Mario Tonina, assessore provinciale, tra le altre cose, alla Cooperazione che non ha mai nascosto che ambirebbe a guidare la Federazione, ma alla condizione di essere un candidato di unione delle varie anime del movimento cooperativo, al cui interno ha svolto tutta la vita professionale.

Nel corso della riunione, il Consiglio di amministrazione ha raccolto la disponibilità di Simoni, convenendo sull’opportunità di organizzare ulteriori momenti di ascolto della base sociale per attuare quanto previsto dallo statuto. Il consiglio ha quindi dato mandato ai vicepresidenti di definire le modalità della consultazione preventiva prevista dallo statuto.

Come detto, il consiglio di amministrazione può formalizzare una propria proposta di candidatura alla Presidenza entro il 31 marzo. È prevista esclusivamente la possibilità di presentare un solo candidato. Quindi non è possibile che il cda faccia più di un nome. Eventuali candidature alternative alla presidenza possono essere presentate entro il 20 aprile, in forma scritta, con il sostegno di almeno 15 soci, rappresentativi di almeno 4 settori su 5 e titolari complessivamente di almeno 40 voti assembleari. Le candidature al Consiglio di amministrazione, per i 19 posti riservati ai rappresentanti dei settori, sono individuate dai Comitati di settore nel mese di maggio. Il consiglio uscente potrà proporre all’Assemblea due ulteriori candidature. Nelle esperienze recenti, non sempre il consiglio aveva espresso una propria candidatura. Quando venne eletta Marina Mattarei, il consiglio non indicò un proprio nome e si presentarono quattro candidati, di cui tre forti. Alla fine Mattarei, che rappresentava la cooperazione di consumo, prevalse su Michele Odorizzi, rappresentante del sociale, mentre il rappresentante del credito Ermanno Villotti, all’epoca presidente della Cassa Rurale di Lavis, arrivò terzo. Dopo la breve esperienza di Marina Mattarei e l’interregno di Mauro Fezzi è cominciata la gestione di Simoni. Ora queste settimane fino al 31 marzo serviranno a verificare se il movimento è unito sul nome del presidente uscente.

L’assemblea elettiva è convocata per il 12 giugno; l’Assemblea provvede al rinnovo di tutte le cariche del Consiglio di amministrazione, inclusa la Presidenza.

Il mandato ha durata triennale; per la Presidenza è previsto il limite di tre mandati pieni consecutivi e Simoni sta finendo il secondo. Il voto in Assemblea è a scrutinio segreto. Per la Presidenza è richiesta la maggioranza assoluta dei voti presenti con l’eventuale eventuale secondo turno, come già accaduto di recente quando è stata eletta Mattarei. Possono votare i soci iscritti da almeno 90 giorni, con 1-5 voti ciascuno in base al capitale.