Il punto

venerdì 30 Gennaio, 2026

Elettrificazione ferrovia Valsugana, rischio nuovi ritardi: la Provincia pressa Rfi sul cronoprogramma

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I lavori non sono ancora conclusi sulla tratta Trento-Borgo Valsugana. La Provincia chiede certezze: «La linea deve entrare in funzione entro fine anno, i nuovi treni sono già pronti»

Si temono ulteriori ritardi per i lavori di elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana. Ieri mattina, nel corso di un nuovo vertice sul cantiere, la Provincia è andata in pressing su Rete ferroviaria italiana (Rfi) e ha chiesto un cronoprogramma aggiornato. «La linea deve essere attivata entro la fine di quest’anno. Abbiamo già acquistato i treni», spiega il dirigente generale dell’unità di missione strategica Patrimonio e Trasporti della Provincia, Mauro Groff.
Nel 2019 uno dei dirigenti di Rfi, Christian Calaneri, dichiarò che l’elettrificazione del tratto Trento-Primolano sarebbe stata ultimata «prima delle Olimpiadi invernali di Cortina». Un annuncio smentito dai fatti: a una settimana esatta dall’inizio dei Giochi, deve essere ancora installata la linea elettrica nella prima tratta Trento-Borgo Valsugana Est e in alcuni punti mancano addirittura i pali di sostegno. In merito alla tratta Trento-Borgo, lo scorso novembre il presidente della Provincia Maurizio Fugatti spigava che «l’andamento dei lavori è al momento allineato con le iniziali previsioni». La roadmap originaria prevedeva una durata di 14 mesi per l’intervento di elettrificazione, da novembre 2024 a dicembre 2025. Motivo per cui la linea è stata sospesa da febbraio al 9 dicembre scorso, ma «i lavori non sono stati terminati quando la linea è rimasta chiusa», riferisce Groff. Una situazione che sta creando qualche difficoltà alle imprese esecutrici. «Questi lavori devono essere completati in fascia oraria notturna, determinando una riorganizzazione del cantiere — specifica il dirigente provinciale — Ma visto che non stanno lavorando, già nelle scorse settimane abbiamo chiesto formalmente la predisposizione di un nuovo cronoprogramma in cui si illustrano i tempi e le problematiche. Nell’incontro di oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo sollecitato di nuovo Rfi su questo».
Nei mesi di sospensione della linea è stata realizzata tutta la parte infrastrutturale: le fondazioni per i pali della linea di contatto, le due sottostazioni elettriche di Borgo Valsugana e Caldonazzo, i lavori di demolizione e ricostruzione dei cavalcavia a Povo e Levico Terme, il rinnovo del binario tra le fermate di Santa Chiara e San Bartolomeo e gli ancoraggi del viadotto Gocciadoro a Trento. «Ora i cavi di alimentazione vanno stesi: è vero che Rfi esegue questi lavori in fascia notturna, ma non escludo che per qualche giorno, nei periodi di minor carico, si debba sospendere la linea», spiega Groff. E siamo ancora nella fase di elettrificazione. Per la fase 2, cioè quella di messa in servizio della linea, ci vorranno altri 5 mesi: originariamente era prevista da gennaio a maggio di quest’anno, con l’ipotesi di un «lieve sforamento» visto che «la messa in servizio della linea dipende dalle tempistiche necessarie all’autorità ministeriale Ansfisa per rilasciare le autorizzazioni», riferiva il presidente Fugatti lo scorso novembre.
C’è il rischio, dunque, che l’entrata in funzione della linea slitti al 2027. «Nell’incontro abbiamo sottolineato che alla fine di quest’anno ci verranno consegnati i nuovi treni e che quindi la linea deve essere attivata entro dicembre. Rfi ci ha risposto che ci farà sapere quanto prima», conclude Groff. Nel frattempo, infatti, la Provincia ha già acquistato la flotta di 10 treni che verrà impiegata da Trenitalia sulla linea ferroviaria, di cui 6 totalmente elettrici e 4 ibridi. Un convoglio è già arrivato, ma in attesa della fine dei lavori di elettrificazione sta viaggiando sulla linea del Brennero.