Sanità

giovedì 29 Gennaio, 2026

Infermieri in Trentino, mancano 450 professionisti: l’Ordine chiede un piano contro la tempesta demografica

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Assemblea dell'Opi Trento: invecchiamento popolazione, pensionamenti e fabbisogno di 450 infermieri mettono sotto pressione il sistema sanitario

La carenza di infermieri in Trentino si intreccia con l’invecchiamento della popolazione e con l’aumento dei bisogni assistenziali, delineando una vera e propria emergenza strutturale per il sistema sanitario provinciale. È il quadro emerso dall’assemblea annuale dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Provincia di Trento, che si è svolta il 29 gennaio al NEST, con circa 130 professionisti presenti. Al centro dell’incontro, oltre all’approvazione del bilancio di previsione 2026, le prospettive di evoluzione della professione infermieristica, le lauree magistrali clinico-assistenziali e la nuova figura dell’assistente infermiere.

Transizione demografica e pressione sul sistema sanitario

Il tema dominante è stato la transizione demografica in Trentino, con numeri che descrivono un cambiamento profondo. Le nascite sul territorio sono passate dalle 7.367 del 1967 alle 3.568 del 2025. Parallelamente cresce la speranza di vita, oggi a 84,7 anni, mentre la quota di over 65 ha raggiunto il 24,1% della popolazione e salirà al 33,4% entro il 2050. Gli over 80 raddoppieranno, arrivando al 13,5%.

Questo scenario significa più cronicità, più fragilità e più bisogno di assistenza continuativa. In provincia, il 36,9% dei cittadini dichiara almeno una malattia cronica e quasi il 40% degli over 75 vive solo. Dati che impongono un sistema sociosanitario integrato, capace di gestire bisogni complessi con un approccio unitario centrato su salute e benessere.

“Siamo in una tempesta demografica perfetta”

Il presidente dell’OPI Trentino, Daniel Pedrotti, ha definito la situazione una “tempesta demografica perfetta”. Al sistema viene chiesto di farsi carico di bisogni sempre più complessi con risorse professionali limitate, in particolare infermieristiche. “Senza infermieri, o con un numero insufficiente, sono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta stessa del sistema”, ha sottolineato.

Da qui la richiesta di un piano provinciale contro la carenza infermieristica, con un tavolo dedicato e interventi strutturali su attrattività, sviluppo di carriera e condizioni di lavoro. L’Ordine chiede il riconoscimento delle competenze avanzate acquisite con lauree magistrali, master e formazione post base, l’adeguamento dell’ordinamento professionale e retribuzioni coerenti con responsabilità e standard OCSE.

Tra le priorità anche ambienti di lavoro più flessibili e sicuri, conciliazione vita-lavoro, politiche abitative nelle valli turistiche e modelli assistenziali innovativi ad alta autonomia, come nell’assistenza territoriale. L’OPI sostiene inoltre una sperimentazione sulla prescrizione infermieristica di presidi sanitari, in risposta ai nuovi bisogni della popolazione.

I numeri degli infermieri in Trentino

Gli iscritti all’albo in provincia sono 4.648 a fine 2025, in crescita costante negli ultimi tre anni. Le donne rappresentano l’83%. Tuttavia pesa l’invecchiamento della professione infermieristica: il 41% ha tra 46 e 60 anni e nei prossimi 15 anni circa 2.000 professionisti usciranno dal lavoro, in media 130 all’anno. A questo si sommano dimissioni verso il privato o l’Alto Adige.

Cresce anche la libera professione: dal 2020 al 2025 gli infermieri autonomi sono aumentati del 38%. Positivo il dato sui giovani, che rappresentano il 25,6% degli iscritti, e sull’attrattività del corso di laurea di Trento, in controtendenza rispetto al calo nazionale delle domande.

Fabbisogno e confronto internazionale

La provincia conta 7,9 infermieri ogni mille abitanti, sopra la media italiana (6,9) ma sotto quella OCSE (9,2). La carenza strutturale di infermieri in Trentino è stimata in circa 250 unità, cui si aggiungono 180-200 infermieri di famiglia e comunità previsti dal DM 77/2022. Il fabbisogno complessivo arriva così a 430-450 professionisti.

Numeri che, incrociati con l’invecchiamento demografico, delineano una sfida che non riguarda solo il personale, ma la sostenibilità futura del sistema sanitario trentino. L’appello dell’Ordine alla politica provinciale è chiaro: usare l’autonomia come leva di sperimentazione per fare del Trentino un modello nazionale di investimento sul capitale umano sanitario.