L'indagine

mercoledì 28 Gennaio, 2026

Il dialetto trentino rischia l’estinzione: secondo l’Istat solo il 23% lo parla in famiglia

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In famiglia e tra amici il dialetto sopravvive solo in forma alternata all’italiano, mentre con gli estranei cala al 13%

Sono sempre meno i trentini che usano il dialetto, anche in famiglia. Lo dicono i dati dell’Istat secondo i quali in tutto il paese aumenta l’uso dell’italiano e delle lingue straniere, ed è sempre meno utilizzato il dialetto. In quasi quarant’anni in Italia l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi, dal 32% nel 1988 al 9,6% nel 2024. In Trentino questo dato è molto più alto, con un 23,3%, ma pur sempre in diminuzione costante da anni. Secondo l’Istat i trentini che in famiglia usano prevalentemente l’italiano sono il 39,4%, mentre quelli che in famiglia usano indifferentemente sia il dialetto trentino che l’italiano sono il 31,2%.

I dati cambiano leggermente se cambia il contesto. Quando sono con gli amici, i trentini che parlano soprattutto in dialetto sono il 18,9%, mentre quelli che usano indifferentemente italiano e dialetto sono il 33,1%. Infine i trentini che parlano in dialetto con gli estranei sono solo il 3,7%, mentre il 12,3% usa sia l’italiano che il dialetto. Guardando alle lingue straniere parlate sul territorio trentino, si vede che l’albanese è la lingua tutelata più parlata, parlata in famiglia da 11 mila persone.

Nel 2024 quasi una persona su due (48,4%) parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali, in crescita rispetto al 40,6% del 2015. Sette persone su 10 (69,5%) dichiarano di conoscere almeno una lingua straniera (9,4 punti percentuali in più rispetto al 2015). L’inglese si conferma la lingua straniera più diffusa (58,6%), seguita dal francese (33,7%) e dallo spagnolo (16,9%).

I livelli di conoscenza delle lingue straniere restano comunque bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello al massimo sufficiente della lingua straniera che conosce meglio. Il 53,6% è la quota di persone che parla solo o prevalentemente italiano in famiglia, sale all’82,6% quando si parla con gli estranei. Il 10,7% è la quota di persone di 6 anni e più la cui lingua madre è diversa dall’italiano, sale al 18,4% nella popolazione di 25-44 anni. Il 91,1% è la quota di giovani di 15-24 anni che conosce almeno una lingua straniera. Questa quota scende al 40,8% tra le persone di 65 anni e più.

Quasi la metà della popolazione parla solo l’italiano in tutti i contesti relazionali. Negli ultimi anni il quadro linguistico del Paese si è evoluto verso una crescente diffusione della lingua italiana a scapito dell’uso dei dialetti e di un progressivo ampliamento della diffusione delle lingue straniere, seppur ancora limitata nei livelli di conoscenza. Le tendenze osservate sull’insieme della popolazione residente si confermano anche se si considera esclusivamente la popolazione di lingua madre italiana.

Negli ultimi 10 anni, infatti, la contenuta crescita della popolazione straniera, che nei diversi contesti relazionali ha abitudini differenti, non ha alterato i comportamenti linguistici osservati sul totale della popolazione residente.

Nel 2024 quasi la metà della popolazione di 6 anni e più (48,4%) parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali – in famiglia, con gli amici e con gli estranei – con forti differenze tra i contesti relazionali di prossimità e quelli sociali più ampi: il 53,6% parla prevalentemente italiano in famiglia, il 58,7% con gli amici e l’82,6% con gli estranei.

Circa quattro persone su 10 (42%) utilizzano il dialetto in almeno un ambito relazionale, in forma esclusiva o alternata all’italiano. Il suo uso è più frequente nelle relazioni più strette – 38% in famiglia e 35,5% tra amici – mentre solo il 13% lo utilizza nei rapporti con gli estranei.

L’uso esclusivo del dialetto è molto limitato e relegato alla cerchia familiare e amicale. Poco più di una persona su 10 (11,2%) utilizza solo o prevalentemente il dialetto in almeno un ambito relazionale: il 9,6% in famiglia, l’8% con gli amici e il 2,6% con gli estranei. Molto contenuta la quota di chi parla solo o prevalentemente dialetto in tutti gli ambiti relazionali (2,3%).