Grandi opere
martedì 27 Gennaio, 2026
Funivia Trento Bondone, per il possibile scalo a Candriai «nessuna criticità»
di Serena Torboli
Lo ha affermato il dirigente provinciale Mauro Groff durante l'incontro pubblico di ieri sera: «Tracciato in corrispondenza delle colonie»
C’era attesa ieri sera per la serata informativa, da tempo richiesta dalle circoscrizioni di Bondone e Sardagna, per avere aggiornamenti e novità sul nuovo collegamento funiviario tra la città di Trento e la sua montagna, il Bondone. In particolare, si attendevano lumi sul secondo tratto e sulla possibile fermata di Candriai. E alla fine sono arrivate oltre 150 persone al Malgone di Candriai. Presenti il sindaco Franco Ianeselli, l’assessore provinciale ai trasporti Mattia Gottardi e il dirigente provinciale Mauro Groff. Per il Comune erano presenti gli assessori Alberto Pedrotti e Michele Brugnara, oltre che i dirigenti Fedrizzi e Franzoi.
«C’è in corso la gara per il Pfte (progetto di fattibilità tecnico-economica) — ha spiegato il sindaco — Arriviamo in questa sede con il massimo numero di informazioni per valutare la fermata di Candriai. Non diremo con certezza se si farà, ma avremo le informazioni. Non siamo dell’idea che il Bondone sia una causa persa. Se un’infrastruttura si applica a un territorio e produce dei cambiamenti questo è un valore».
A seguire l’assessore Gottardi ha spiegato che si tratta di «un’opera con un impatto di 100 milioni di euro, quindi c’è necessità di condivisione — ha sottolineato — Queste assemblee spesso sono animose, ma siamo tutto spinti dall’intento di dare una spinta alla nostra montagna, connettendo in maniera più sostenibile città e montagna e dando sviluppo turistico».
Le novità sono state illustrate dall’ingegnere Groff, che ha ricordato le caratteristiche delle due tratte, «con caratteristiche diverse, anche perché il finanziamento del ministero è concentrato sulla prima tratta».
Il percorso del nuovo collegamento si sviluppa da Trento a Vason: attraversando in diagonale tra sinistra e destra Adige, vicino alla motorizzazione dove sarà realizzato il parcheggio, che poi sale a Sardagna. La seconda tratta prosegue per Vaneze e Vason. Il percorso — ha evidenziato il dirigente provinciale — assolverà non solo la funzione di trasporto pubblico locale, ma anche di servizio per il Bondone. La stima per la copertura che va da Trento a Sardagna sarà di 5 minuti.
Rispetto alle precedenti presentazioni, la stazione di Sardagna è stata abbassata e soprattutto girato l’ingresso lontano dalla chiesa, mentre i cavi dell’alta tensione saranno alzati da Terna. Ribadito anche che non è possibile tenere il vecchio tracciato perché finirebbe nella prosecuzione sul Bondone per sorvolare il paese, cosa normativamente non consentita. Fra le insidie anche la presenza di una frana, ma il tracciato «non presenta pericolosità».
Sull’aspetto più atteso dell’ipotesi sul passaggio a Candriai, sono state esposte alcune valutazioni. Innanzitutto «implementerebbe in maniera ancora più marcata la funzione di trasporto pubblico». Nell’illustrazione, le interferenze con gli elettrodotti sarebbero equivalenti e nessun problema di pericolosità, e il tracciato arriverebbe in corrispondenza delle colonie (quindi con pochi problemi di proprietà) e si collegherebbe bene con la stazione di Vason. Riassumendo — ha riepilogato Groff — «si tratterebbe di 350 metri di sviluppo ulteriore, una nuova stazione e costi di servizio. Tempi di percorrenza aumenterebbe di 5 minuti, portando in totale a 22 minuti la durata per l’intero tratto Trento Vason». Il dibattito è iniziato subito con l’intervento del rappresentante del Comitato Salviamo il Belvedere, che ha lanciato una petizione per chiedere di cambiare il tracciato e salvaguardare così il belvedere di Sardagna.
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