Il lutto

lunedì 12 Gennaio, 2026

Bolzano, è morto Roland Riz, storico parlamentare dell’Svp. Kompatscher: «È stato uno dei principali artefici dell’autonomia»

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Aveva 96 anni. Fu senatore per un decennio

Fu tra i più grandi sostenitori del canale «diplomatico» di Silvius Magnago, il padre dell’Autonomia sudtirolese. E al contempo, ne fu per un breve periodo un’antagonista, a favore di una linea ancor più morbida e conciliante verso Roma. È scomparso ieri all’età di 98 anni l’avvocato e giurista Roland Riz (foto), parlamentare di lunghissimo corso della Svp e una delle figure chiave del partito, di certo tra le più influenti della politica sudtirolese nel secondo dopoguerra. «Uno dei principali artefici dell’Autonomia, che godeva di grande prestigio anche al di fuori dell’Alto Adige, in Italia come a livello internazionale», ha sottolineato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher.

Nella sua lunga carriera, Riz è considerato il politico della Stella alpina che si dimostrò più vicino alle sensibilità dei palazzi romani: equilibrato, disponibile al compromesso e stimato anche dai colleghi italiani. Legò il proprio nome soprattutto al lavori parlamentari che condussero al Secondo Statuto d’Autonomia del 1972: partecipò a tutte le Commissioni paritetiche (dei 19, 13, 12 e 6), oltre alla Commissione preparatoria della riforma dello Statuto, quella del cosiddetto «Pacchetto». Divenne – caso unico per un politico del Sudtirolo – presidente della Commissione Affari costituzionali alla Camera e presidente della Commissione Giustizia al Senato, e gli fu persino proposto di entrare nel Governo.

La carriera di Roland Riz iniziò nel 1957 come vicesindaco di Bolzano, ma già l’anno successivo fu eletto per la Südtiroler Volkspartei alla Camera dei deputati, dove rimase fino al 1987 – con una sola interruzione tra il 1963 e il 1968. In quegli anni non fu ricandidato dal partito (allora guidato da Magnago) i quanto esponente dell’Aufbaubewegung, la corrente di «ricostruttori» cui faceva parte anche il direttore della Dolomiten, Toni Ebner. Sostenuto dall’ala più moderata, europeista e cattolica della Volkspartei, il movimento Aufbau si contrapponevano agli attentati dinamitardi – ma anche alla dirigenza di Silvius Magnago – proponendo una linea meno inflessibile verso Roma.

Riz fu poi senatore fra il 1987 e il 1996 nonché Obmann della Svp dall’aprile 1991 al novembre 1992, incarico che raccolse proprio da Silvius Magnago, assieme alla sua eredità politica. Prese le distanze dalle spinte più radicali emerse nel partito di via Brennero – in particolare con la manifestazione del 1991 al Passo del Brennero per l’unità del Tirolo storico – ribadendo una linea istituzionale e pragmatica. Da segretario della Volkspartei, Roland Riz s’impose poi nel partito di raccolta affinché si esprimesse a favore della cosiddetta «quietanza liberatoria», ovvero la chiusura della vertenza internazionale tra Austria e Italia dinanzi alle Nazioni Unite, avvenuta nel 1992.
Accanto alla politica, Riz coltivò la carriera accademica e di avvocato. Laureatosi in Giurisprudenza a Milano nel 1948, insegnò Diritto penale tra Modena e Padova e Diritto comparato alla Pontificia Università Lateranense di Roma, oltre a periodi di docenza a Innsbruck. In ambito giuridico è ricordato anche per il «progetto Riz», una proposta di riforma della parte generale del Codice penale che affrontava la questione dell’identificazione del reato colposo.