Il caso
venerdì 9 Gennaio, 2026
Maso Franch ancora nel degrado: Biada (FdI) torna all’attacco. «Luci sempre accese e nessuna valorizzazione»
di Daniele Benfanti
La struttura storica sopra Lavis, di proprietà di Patrimonio del Trentino, resta chiusa e senza manutenzione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia presenta una nuova interrogazione
Esattamente un anno fa il consigliere e capogruppo provinciale di Fratelli d’Italia Daniele Biada aveva sollevato, con un’interrogazione provinciale, «la situazione di grave degrado in cui versa la struttura ricettiva sovrastante il paese di Lavis, denominata Maso Franch che è di proprietà di Patrimonio del Trentino da giugno 2024. L’edificio e le pertinenze esterne risultano chiuse da tempo e presentano una situazione di incuria e mancanza di manutenzione. I locali che un tempo ospitavano un rinomato ristorante sono chiusi e ciò nonostante le luci interne risultano accese, costituendo uno spreco di energia e quindi di denaro pubblico. Anche il giardino esterno, il terrazzo e il solarium che costituiscono parte integrante del compendio ricettivo e dai quali si può godere di un suggestivo panorama sulla Valle di Cembra risultano abbandonati alle intemperie».
In aula, la risposta dell’assessore provinciale al Patrimonio Simone Marchiori non fu risolutiva ma rassicurante: «Sono in corso trattative con un soggetto privato per la futura gestione e nel frattempo viene garantita la minima manutenzione necessaria alla salvaguardia dell’edificio».
Ma a distanza di dodici mesi nulla è cambiato se non un altro anno di vecchiaia sulle spalle dello storico edificio, che ha chiuso i battenti nel 2022 come attività di ristorazione.
Ecco allora che il consigliere Biada torna alla carica. L’altroieri ha depositato negli uffici del Consiglio provinciale un’altra interrogazione a risposta scritta: «A distanza di un anno vi sono progressi concreti per le trattative di vendita e valorizzazione del Maso Franch? Quali e siti sono stati aggiunti?» si chiede l’esponente di Fratelli d’Italia.
Che si interroga anche sull’illuminazione ancora sempre accesa nella struttura: costi a carico dei contribuenti, precauzione contro possibili atti vandalici? Biada ne chiede conto alla Provincia.
E lancia anche una proposta: «In attesa della definizione delle trattative per la cessione o la valorizzazione della struttura, la Provincia potrebbe pensare a una soluzione temporanea di affidamento in gestione degli spazi destinati alla ristorazione, per garantirne l’utilizzo ma anche un presidio e una manutenzione ordinaria. Per evitare un’escalation del degrado e recuperare un biglietto da visita della Valle di Cembra».
Il Maso Franch era stato ristrutturato per circa 6 milioni di euro (di cui 1,8 milioni di contributo provinciale) nel 2006. La struttura, insieme ai terreni vitati, era stata acquisita nel 2010 da Cooperfidi con un’operazione di lease back, nell’ambito degli interventi per salvare la cantina di Lavis dalla grave crisi finanziaria. Nel 2016 l’addio dello chef stellato Diego Rigotti, poi nel 2022 la chiusura dopo sei anni di gestione di Massimo Geusa, complice l’aumento dei costi energetici.
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