La storia
venerdì 9 Gennaio, 2026
Malè, chiude dopo 45 anni la storica gioielleria Paternoster: Silvano va in pensione e si abbassa la serranda di un simbolo della Val di Sole
di Sergio Zanella
Dal 1980 al 31 dicembre scorso, una bottega diventata casa per clienti e turisti: l’arte orafa, la famiglia e l’omaggio commosso della figlia all’ultimo giorno di lavoro
Dopo 45 anni di attività, chiude i battenti la storica gioielleria-orologeria Paternoster di piazza Regina Elena a Malè. La serranda si è abbassata definitivamente il 31 dicembre, segnando il pensionamento del titolare Silvano Paternoster, classe 1955, e la fine di un’attività storica che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento non solo per il paese, ma per l’intera Val di Sole.
L’avventura professionale di Paternoster era iniziata nell’agosto 1980, quando aveva deciso di mettersi in proprio aprendo la gioielleria nei locali del panificio di famiglia. Dieci anni più tardi l’attività si sarebbe trasferita nell’attuale sede in piazza Regina Elena, consolidando ulteriormente il suo ruolo nel tessuto commerciale e sociale del paese.
La passione per l’arte orafa affondava le radici negli anni giovanili, quando Paternoster aveva frequentato la sezione di oreficeria e metalli della scuola d’arte di Trento. Un percorso formativo arricchito da un’esperienza a Napoli, resa possibile grazie allo zio antiquario, che gli aveva permesso di apprendere i rudimenti del mestiere in un laboratorio specializzato. Rientrato in Trentino, dopo un’esperienza nel capoluogo, Silvano decise di intraprendere la strada dell’attività autonoma. Fin dall’inizio, la gioielleria Paternoster si è distinta per una forte specializzazione nella riparazione di gioielli e orologi, affiancata alla creazione artigianale di monili originali. Accanto all’orologeria, introdotta successivamente grazie alla collaborazione con un tecnico specializzato, Paternoster ha sviluppato una linea personale di ciondoli in argento, frutto di fantasia e competenze maturate nel tempo, che è diventata uno dei tratti distintivi del laboratorio.
La bottega è diventata negli anni un punto di riferimento per residenti, turisti e clienti provenienti anche dalla città, grazie a un approccio improntato alla disponibilità e alla volontà di tentare il recupero anche dei gioielli più complessi. Molti dei lavori affrontati riguardavano oggetti di grande valore affettivo, veri e propri tesori di famiglia, che il titolare ha sempre considerato una sfida professionale e umana.
L’attività ha scandito anche la vita familiare di Silvano Paternoster: i figli Erik e Giulia sono cresciuti tra il laboratorio e il negozio, prima di costruirsi un futuro all’estero. Proprio Giulia ha voluto rendere omaggio all’ultimo giorno di lavoro del padre con un messaggio sui social, carico di affetto e riconoscenza:
«Dopo 45 anni mio papà Silvano Paternoster va in pensione e diciamo così addio al suo amato negozio. Ti ho guardato fare ciò che ami per tantissimi anni e sono cresciuta in quel negozio, seduta sulla sedia accanto a te, come tanti altri, ammirando il tuo infinito talento. Ho ricevuto importanti lezioni di vita che porterò con me per sempre. Questa è la tua storia, la mia storia, ma anche la storia delle infinite persone che sono entrate e uscite dal negozio. Non posso pensare a quanto mi mancherà quel posto e tutte le persone che lo hanno reso tale. Sono certa che la piazza di Malè non sarà più la stessa da qui in avanti. Grazie per tutto e a tutti quelli che hanno contribuito a rendere il tuo negozio una casa. Adesso è ora di tornare a sciare. Sei incredibile, papà».
Nelle ore della chiusura non sono mancati i segni di stima e riconoscenza da parte di clienti e amici, che hanno voluto salutare Silvano Paternoster e ringraziarlo per il lavoro svolto in quasi mezzo secolo di attività. Un affetto diffuso che testimonia il valore umano e professionale di un artigiano che, con passione e dedizione, ha lasciato un segno profondo nella comunità locale, aprendo ora un nuovo capitolo della propria vita.
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