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venerdì 2 Gennaio, 2026
Strage a Crans-Montana: il rogo scatenato dalle candele sullo champagne. Sei italiani ancora dispersi
di Redazione
A confermare la ricostruzione la procuratrice generale del canton Vallese Beatrice Pilloud
Tutto lascia pensare che il fuoco che ha causato l’incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne e che hanno provocato un incendio del soffitto del locale. Lo ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del canton Vallese Beatrice Pilloud, aggiungendo che «nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine».
Pilloud ha spiegato che l’incendio è divampato molto rapidamente e che per l’inchiesta «sono stati ottenuti e analizzati dei video, diverse persone sono state interrogate, sono state condotte perlustrazioni sul luogo della tragedia». L’indagine è stata aperta per incendio doloso per negligenza, omicidio e lesioni. «Scopriremo se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini».
Da alcune immagini diffuse online girate dai ragazzi, moltissimi minorenni, con i telefonini la sera della strage, si vede il soffitto in spugna grigia prendere fuoco quando viene colpito dalle scintille delle candeline. «L’indagine riguarda effettivamente l’installazione della schiuma acustica e di tutti gli elementi che la circondano. L’indagine determinerà, al meglio delle sue capacità, se questa schiuma è conforme e se è stata installata correttamente», ha aggiunto Pilloud.
«In verità, date le circostanze dell’indagine, non sono in grado di affermare con certezza se ciò sia conforme o meno, se sia stato installato con o senza autorizzazione», ha sottolineato.
«Tra gli interrogatori condotti figurano quelli dei due gestori francesi e dei sopravvissuti – ha spiegato la procuratrice -. Questi colloqui hanno permesso agli investigatori di compilare elenchi delle persone presenti quella sera, che faciliteranno l’identificazione. Hanno inoltre fornito informazioni sulla disposizione interna del locale, sui lavori di ristrutturazione effettuati e sulla capienza del bar. L’indagine successiva si concentrerà sul lavoro svolto all’interno del bar, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza adottate, tra cui estintori, vie di fuga, rispetto delle norme antincendio e attrezzature antincendio».
I proprietari del locale sono i coniugi Jessica e Jacques Moretti, di origine corsa. Lei è rimasta ustionata nell’incendio.
Ieri sul posto è arrivato anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani: «Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici in un posto al chiuso. Evidentemente qualcosa non ha funzionato» sul piano della sicurezza. Secondo l’ambasciatore italiano in Svizzera Cornado, «il seminterrato aveva una sola uscita e la discoteca era fuorilegge».
Il ministro Tajani ha poi aggiunto, in riferimento a presunte vittime italiane: «Non confermiamo nomi. Non possiamo confermare i nomi che circolano sui media. Saranno le autorità svizzere a fornirli prima alle famiglie».
Il riferimento riguarda ad esempio il 17enne genovese Emanuele Galeppini, dato per morto dalla Federazione Golf, mentre la famiglia non sa ancora nulla, tanto che lo zio ha detto di aspettare l’identificazione con il Dna.
A Crans-Montana, per supportare l’individuazione delle vittime, è arrivato anche un team di Zaka, organizzazione israeliana di volontariato civile di primo soccorso, specializzata nel recupero e identificazione dei corpi. Lo riportano i media israeliani ricordando che tra i dispersi ci sono tre ebrei.
A metà pomeriggio di ieri la polizia svizzera ha aggiornato il numero delle vittime: 40 morti e 119 feriti, tra cui molti «che lottano tra la vita e la morte». I feriti sono 119, 113 identificati formalmente e sei ancora in fase di identificazione. Tra i feriti identificati, 61 sono cittadini svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi, 1 bosniaco, 1 belga, 1 polacco e 1 portoghese. Sei gli italiani risultano dispersi.
Tra questi: Chiara Costanzo, 16 anni, Milano, Giovanni Tamburi, Bologna, Emanuele Galeppini, 17 anni, Achille Barosi, 16 anni, Riccardo Minghetti, 16 anni e Giuliano Biasini.
Gregorio Esposito, 19 anni, di Baveno, rimasto gravemente ustionato, è arrivato all’ospedale Niguarda di Milano da Berna ed è in condizioni migliori del previsto. Eleonora Palmieri, 29 anni, nata a Cattolica e residente a San Giovanni in Marignano, è rimasta intossicata dal fumo ed è ora intubata. Manfredi Marcucci, anch’egli ricoverato al Niguarda, è fuori pericolo.