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venerdì 2 Gennaio, 2026

Strage nelle fiamme in Svizzera, l’elenco aggiornato dei feriti e dei dispersi: grave una bellunese residente a Ginevra

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Disastro di Crans Montana, alcune persone sono state rintracciate: ora mancano all'appello sei italiani, tredici sono in ospedale

In quelle che per genitori e familiari sono ore di angoscia, si aggiorna la lista dei feriti e dei dispersi della strage di Crans Montana, la località svizzera dove, nella notte di Capodanno, è scoppiato un incendio nel seminterrato di un locale, il Constellation . Tra le 47 vittime e i 115 feriti ufficializzati dalla polizia svizzera, figurano molti italiani, tanti di loro giovanissimi: 6 italiani risultano ancora dispersi e 13 sono ricoverati in diversi centri per grandi ustionati.

I primi soccorsi e la corsa dei genitori

Già nella notte, davanti al local, sono arrivati i primi genitori in cerca dei figli. Tra i primi a essere individuati Manfredi Marcucci, 16 anni, studente del liceo Chateaubriand di Roma. «Mi hanno chiamato dicendo che era successo un disastro. Sono partito e l’ho trovato in strada, ustionato a schiena, nuca e a un braccio». Marcucci racconta di aver caricato in auto il figlio e altri due ragazzi feriti e di averli portati all’ospedale di Sion. Da lì Manfredi è stato trasferito a Niguarda, dove la madre è accanto ai genitori di Riccardo Minghetti, amico milanese del ragazzo, ancora disperso.

La ricerca senza risposte

Al Centro congressi Regent, trasformato in punto di accoglienza, si consuma l’attesa delle famiglie. Il padre di Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano, chiede risposte: «Non ci dicono nulla. Viviamo aggrappati alla speranza che sia tra i feriti non identificati».
C’è poi Giovanni Tamburi, 16 anni. La madre ha diffuso un dettaglio per riconoscerlo: «Ha una catenina d’oro con la Madonna». Un amico le ha detto di essere fuggiti insieme, poi di averlo perso di vista, con il telefono scarico.

C’è anche Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova ma residente a Dubai: l’ultimo contatto con la famiglia è stato a mezzanotte per gli auguri.

I nomi italiani e un bilancio in continuo aggiornamento

Tra i dispersi figurano Achille Barosi (16), Riccardo Minghetti (16), Giuliano Biasini (età non nota), oltre ai nomi già citati. L’elenco è stato rivisto più volte nel corso della giornata, man mano che qualcuno veniva rintracciato o identificato in ospedale.

Le storie dei feriti

Chian Kaiser Talingdan, 16 anni, studente del liceo Virgilio di Milano, era alla prima volta a Crans-Montana, invitato da compagni di scuola. È ricoverato in terapia intensiva con ustioni diffuse, come l’amica Francesca Nota, trovata cosciente e poi trasferita a Zurigo. Un soccorritore svizzero ha raccontato che Chian, ustionato al volto e intossicato, è rimasto sempre assistito fino all’arrivo dell’ambulanza; il suo trasferimento è stato complesso e inizialmente non tracciabile, alimentando l’angoscia dei familiari.

Tra i feriti c’è anche Alessandra Galli De Min, 55 anni, presidente dell’Associazione bellunese di Ginevra: inizialmente data per dispersa, è ricoverata gravemente ustionata a Zurigo. Aveva accompagnato i tre figli alla festa: loro sono salvi, lei è stata raggiunta dalle fiamme.
Eleonora Palmieri, 30 anni, veterinaria di Cattolica, è a Niguarda: la famiglia ha scoperto della sua presenza a Crans solo consultando le liste dei feriti.

Migliaia di italiani e l’incubo dell’identificazione

In questi giorni a Crans-Montana si contano migliaia di italiani. Molte chiamate alla Farnesina sono arrivate per timori poi rientrati. Tuttavia restano ricoverati senza documenti e senza accompagnatori: è possibile che alcuni dispersi siano in realtà feriti non ancora identificati, come sperano diversi genitori.

L’elenco dei feriti 

La Farnesina ha comunicato i nomi di 12 dei 13 feriti (uno resta senza generalità): Alessandra Galli De Min, Manfredi Marcucci, Leonardo Bove, Francesca Nota, Antonio Lucia, Eleonora Palmieri, Filippo Leone Grassi, Chian Taser Talingdan, Giuseppe Gioia, Elsa Rubbino, Gregorio Esposito, Sofia Donadio.

La notte di festa si è trasformata in tragedia, e mentre proseguono le indagini e le identificazioni, l’Italia resta sospesa tra dolore e speranza, aggrappata a quella parola che non smette di tenere accesa una luce: disperso.