Val di Fassa
mercoledì 24 Dicembre, 2025
Il Natale di Andrea Zanet, «skilift man» sul Pordoi: «Si lavora sempre, ma in pista ricevo diecimila auguri. Poi, il panettone con i colleghi»
di Elisa Salvi
È il caposervizio della Ski area. «Il cappello da Babbo Natale? Un must ma va indossato sotto il casco»
Sono oltre 10mila gli auguri di buon Natale che – potenzialmente – riceve il 25 dicembre, Andrea Zanet, caposervizio della skiarea Belvedere-Pordoi.
Tanti, infatti, i passaggi che conta, mediamente al giorno, uno degli impianti di cui è responsabile, tra cui la rinnovata cabinovia Pian Frateces, la seggiovia Sass Becé (che supera spesso i 10mila passaggi, perché transito obbligato del Sellaronda) e l’iconica funivia del Sass Pordoi. Andrea, che lavora da una quindicina d’anni per la Sitc di Canazei, trascorre praticamente sempre il Natale al lavoro.
«Per me e i miei colleghi è un giorno come un altro. Magari ci scambiamo gli auguri, con una fetta di panettone, alle 7.30 quando comincia la giornata, dopodiché rimaniamo fino alle 17 nelle diverse postazioni degli impianti».
Andrea soprintende il lavoro di una quarantina di persone, che inizia con controlli e verifiche: «Per i macchinisti, coadiuvati dagli agenti delle stazioni, c’è una checklist da smarcare quotidianamente, a cui io do l’ok.
Durante la giornata, poi, rimaniamo in allerta per risolvere gli eventuali problemi, tecnici e organizzativi, e diamo informazioni veloci agli sciatori, specie se si è nelle stazioni d’imbarco delle seggiovie, dove c’è la possibilità di scambiare qualche battuta».
Ed è proprio all’imbarco e allo sbarco degli impianti che il giorno di Natale, così come a Capodanno, Andrea e i suoi colleghi ricevono gli auguri: «I “Merry Christmas” sono tantissimi e fanno piacere. Sono addirittura aumentati in questi ultimi anni perché, se un tempo nel primo pomeriggio gli sciatori scendevano a valle per prepararsi alla cena in hotel o al ristorante, ora gli stranieri e pure gli italiani sfruttano lo skipass per l’intera giornata. Lo stesso accade il primo dell’anno: una volta ero un giorno un po’ fiacco, adesso impianti e tracciati si riempiono sin dal mattino».
Se, quindi, il Natale sulle piste, per gli addetti ai lavori, risulta una classica giornata lavorativa, il clima però è festivo, almeno osservando la «mise» degli sciatori: «Non manca mai chi indossa il cappello di Babbo Natale che, quest’anno, va portato rigorosamente sotto il casco. In altre località anche gli operatori degli impianti adottano un look natalizio, noi invece restiamo sobri». Ma nonostante la sobrietà, un momento di festa se lo concedono pure loro: «Concluso il lavoro, c’è sempre il tempo per un brindisi insieme.
Poi, tutti a casa per trascorrere la sera di Natale in famiglia».
l'intervista
Ghedina e il fattore Stelvio: «Pista durissima, ma Paris e Casse sono pronti al colpo»
di Lorenzo Fabiano
Il fuoriclasse ampezzano analizza la discesa di Bormio e punta sul tridente azzurro. Dai ricordi amari del 1995 al nuovo ruolo di commentatore per Eurosport: «Recalcitrante ai protocolli, oggi vivo i Giochi a casa mia con lo spirito di sempre»
L'intervista
Tomba, il campione che fermò Sanremo: «Ho vinto tutto, ma il traguardo più bello è l'affetto della gente dopo trent'anni»
di Lorenzo Fabiano
Fu una rivoluzione pop e oggi si prepara a gustarsi le Olimpiadi. «Ho avuto tantissimo, in Mongolia mi fecero persino un francobollo celebrativo. Io e Ghedina abbiamo portato un po' di sorrisi»