L'idea
giovedì 30 Ottobre, 2025
A Rovereto arriva il primo semaforo privato: servirà per entrare e uscire da casa
di Robert Tosin
Un nuovo edificio su via Cavour avrà un accesso regolato da semaforo per evitare di bloccare il traffico. La curiosa soluzione nasce da un intreccio di crediti edilizi che stanno ridisegnando interi quartieri della città
Forse sarà una novità assoluta, magari mondiale. Di sicuro per Rovereto è una primizia: un semaforo per poter entrare e uscire da casa propria. Questa è l’idea nata in Comune per ovviare a un problema di viabilità che si creerà quando verrà realizzata una nuova palazzina con passo carraio su via Cavour, quasi a ridosso del più trafficato incrocio della città.
Buttare in campo la fantasia è stato necessario quando gli uffici tecnici hanno dovuto valutare tre proposte di “atterraggio” di crediti edilizi a cui il consiglio comunale ha dato il via libera l’altra sera. Si è trattato, per la verità, di un voto formale, perché di fatto non c’erano margini di intervento. Ma è lo scotto da pagare appunto alla formula adottata.
I crediti edilizi sono uno strumento della pianificazione urbanistica che vengono utilizzati per correggere errori o aggiornare norme, senza però ledere i diritti acquisiti dai proprietari. L’ultimo esempio è quello di pochi mesi fa, quando un terreno a Campolongo è stato tolto dalla lista degli edificabili, concedendo ai proprietari dei crediti da spendere in altre zone della città o da vendere. Quelli discussi invece l’altra sera in consiglio provenivano dalla concessione convenzionata del Follone.
Un blocco di 150 metri quadrati finirà ad incrementare le possibilità di edificazione in via Unione a Sacco. Qui si tratterà di abbattere e ricostruire un edificio che ha già una licenza a edificare, ma a cui ora si potrà aggiungere il quinto piano, pur rispettando però l’altezza massima di 15 metri prevista dalle carte. Qui saranno realizzati 9 appartamenti.
Gli altri due edifici autorizzati nasceranno invece in una zona già trafficata e urbanisticamente satura, oggetto di tre recenti costruzioni (una finita, le altre due in fase di completamento). Una nuova è posizionata all’incrocio tra via Halbherr e via Segantini e si tratta di una demolizione e ricostruzione. «Piccolo dettaglio – ha detto il consigliere Viliam Angeli in aula – è che si va ad abbattere una villetta con piscina per farci un palazzo da 5 piani per 14 appartamenti». I 350 mq di crediti edilizi serviranno ad ampliare in larghezza le misure dettate dal piano regolatore: si passa da 806 mq di superficie utile netta a 1572.
Quello più curioso (e non solo per la forma architettonica) è invece l’altro palazzo approvato che si trova verso via Cavour, ma in un’area interna ad altri palazzi e quindi quasi invisibile dalla strada. Anche qui verranno spesi 150 crediti edilizi provenienti dal Follone che porteranno ad alzare di un piano un nuovo edificio con 9 alloggi.
Lo scrupolo dei tecnici riguardava la viabilità. L’accesso al nuovo edificio, infatti, sarà da via Cavour, a pochi metri dall’incrocio più trafficato della città. Come garantire l’entrata e l’uscita in sicurezza? La soluzione trovata è stata quella del semaforo: il cancello di casa sarà retrocesso rispetto alla sede stradale e chi entra nella proprietà avrà la precedenza rispetto a chi dovrà uscire, proprio per non creare intoppi alla circolazione. La precedenza sarà regolata da un semaforo privato. Inoltre, chi esce dalla proprietà avrà l’obbligo di svolta a destra, venendo dirottato verso il centro attraverso via Flaim e Follone.
Il consiglio comunale su questi aspetti ha pochissima, se non nulla voce in capitolo: si tratta di valutazioni tecniche nel rispetto di diritti acquisiti. Da un lato hanno il merito di rigenerare angoli di città, dall’altro cambiano il volto dei quartieri, non sempre in meglio. Lo ha detto chiaramente Angeli (Lega): «Non sono contrario ai crediti edilizi, però è vero che vanno ad impattare pesantemente sul volto dei quartieri: qui togliamo una villetta per un palazzone e cancelliamo un giardino storico».
Marco Zenatti (FdI) ha proposto per il futuro di spingere gli investitori a recuperare i palazzi del centro storico: «Diamo motivo a chi vuole vivere a Rovereto di trovare qualcosa di originale e caratteristico, al di là delle anonime palazzine che si trovano in tutte le cittadine»
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