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mercoledì 9 Luglio, 2025
«Sharenting» e i rischi del pubblicare sui social le foto dei bambini: ecco cosa dovrebbero sapere i genitori
di Redazione
Coprire il volto con un emoji non basta: gli scatti posso essere scaricati da estranei, facilmente modificati e usati per altri scopi
Soprattutto durante le vacanze si scattano molte foto – e quanto sono adorabili le immagini dei bambini che costruiscono castelli di sabbia in spiaggia, sorridono impiastricciati alla fotocamera mentre mangiano il gelato o affrontano le onde su un materassino gonfiabile? È comprensibile voler condividere questi momenti con altri. Tuttavia, ciò che molti adulti sottovalutano è che pubblicare queste immagini online può avere conseguenze dannose a lungo termine. Il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) e il Centro Europeo Consumatori Italia (CEC Italia) forniscono alcuni consigli per un uso responsabile dei social media.
«Sharenting» – questo termine descrive la condivisione pubblica da parte dei genitori di immagini dei propri figli. Nasce dall’unione delle parole inglesi “Parenting” (che può tradursi con genitorialità) e “to share” (condividere). I genitori condividono quindi foto della quotidianità dei propri figli sui social network, per mostrare ad altri momenti belli, divertenti o curiosi della vita familiare. Purtroppo, troppo spesso viene trascurato il punto di vista del bambino. Secondo lo studio “Kinder. Bilder. Rechte” (tradotto „Bambini. Immagini. Diritti“, Università di Colonia, Deutsches Kinderhilfswerk), molti genitori pubblicano foto dei propri figli senza il loro consenso, pur dichiarando di sentirsi spesso insicuri nell’uso dei servizi digitali. La conseguenza è una carente protezione dei dati personali – anche per i più giovani.
Prima per proteggere i bambini poteva bastare evitare di mostrare troppa pelle o coprire il volto con un emoji. Oggi, però, queste difese rudimentali possono essere facilmente superate grazie agli strumenti resi disponibili dall’intelligenza artificiale. Anche foto apparentemente innocue o rese irriconoscibili possono essere scaricate da estranei, modificate e usate per altri scopi – fino alla creazione digitale di contenuti sessualizzati.
Per questo è fondamentale che genitori, nonni e figure adulte di riferimento adottino un comportamento responsabile nella gestione delle immagini dei minori.
Cinque rischi derivanti dalla pubblicazione online di foto di bambini
- Perdita dei diritti sulle immagini: con il caricamento su piattaforme social, gli utenti potrebbero talvolta addirittura perdere i diritti sulle immagini, che potrebbero essere riutilizzate o trasmesse a anche a fini commerciali.
- Divulgazione di dati personali: nomi, luoghi o divise scolastiche nelle immagini possono rivelare informazioni sul bambino – e consentire a estranei di contattarlo.
- Cyberbullismo: anche foto scattate con buone intenzioni possono diventare oggetto di scherno o umiliazione – anche a distanza di anni.
- Abusi sessualizzati delle immagini: chi commette reati pedopornografici cerca attivamente immagini di bambini – spesso possono bastare scatti innocui.
- Manipolazione con intelligenza artificiale: le immagini possono essere modificate e inserite in contesti pericolosi.
Cosa dovrebbero considerare i genitori quando condividono foto o video online
- Ho verificato chi potrà vedere la foto o il video?
- Ho realizzato io stesso la foto o il video? Se no, ho controllato i diritti d’autore?
- Tutte le persone presenti nell’immagine o nel video mi hanno dato il consenso alla pubblicazione?
- Lo sfondo dell’immagine o del video non rivela nulla sui luoghi in cui ci si trova nella „vita reale“?
- Sono consapevole che caricando il contenuto potrei cedere i diritti d’uso alla piattaforma?
- Sono sicuro che l’immagine o il video non ritraggano una situazione imbarazzante o sgradevole?
- Sono consapevole che anche contenuti apparentemente innocui possono essere utilizzati in modo improprio?
- Mi sentirei a mio agio se oggi una mia foto o un mio video da bambino fossero ancora online?
- Mi sentirei tranquillo se quell’immagine o video venisse salvato da terzi e inoltrato ad estranei?
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