riqualificazione
martedì 10 Giugno, 2025
Terremoto Apt a Rovereto, fuori Nardelli e Cipriani. I consiglieri dimissionari: «Decisioni unilaterali e assenza di strategia»
di Denise Rocca
I due rappresentanti si sono dimessi nell’ultimo incontro del Cda dell’azienda
Non si può dire che arrivino come un fulmine e ciel sereno perché i malumori delle due categorie sono cresciuti in maniera importante nell’ultimo anno, ma hanno provocato un terremoto nell’Azienda di promozione turistica Rovereto Vallagarina le dimissioni di Mauro Nardelli, rappresentante di Asat Federalberghi e dell’Unione Albergatori del Trentino e Giancarlo Cipriani, titolare del ristorante il Doge membro privato dell’Apt, dal Consiglio d’amministrazione dell’ente. Dimissioni con effetto immediato presentate lo scorso venerdì. Le motivazioni? «Una gestione eccessivamente centralizzata, con decisioni operative spesso prese unilateralmente dalla presidenza e dal comitato esecutivo, esautorando di fatto il ruolo strategico e partecipativo del Cda».
Un attacco diretto al presidente dell’Azienda per il Turismo Giulio Prosser. «Questa modalità operativa – scrivono in un comunicato le categorie della ricettività turistica – ha generato una evidente mancanza di collaborazione, compromettendo così il necessario confronto democratico del consiglio di amministrazione, rendendo molto difficile proporre idee, esporre visioni strategiche, contribuire alla costruzione condivisa di progettualità concrete». I due ormai ex consiglieri parlano di più occasioni, (non meglio precisate per il momento), nelle quali sono stati sollecitati approfondimenti su questioni importanti «che però sono rimaste sempre prive di adeguato riscontro».
Al disaccordo per la forma delle discussioni, Cipriani e Nardelli aggiungono anche osservazioni più ampie sull’operatività dell’ente turistico di riferimento per Rovereto e la Vallagarina. «Ulteriori problematiche – si specifica nella nota degli albergatori – derivano dall’assenza di un piano strategico chiaro e condiviso, fondamentale per lo sviluppo turistico sostenibile e di qualità del territorio della Vallagarina e del Monte Baldo». Senza entrare in maggior dettaglio sulle questioni divisive, i due rappresentanti di categoria parlano di «situazione ormai insostenibile e consapevolezza che non vi siano più le condizioni necessarie per svolgere il proprio ruolo in modo efficace e responsabile, nell’interesse delle aziende e dell’economia del territorio della Vallagarina».
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