Italia
domenica 1 Giugno, 2025
Il docente che ha augurato la morte alla figlia di Giorgia Meloni si scusa: «Post scritto d’impeto, con l’aiuto dell’IA»
di Redazione
Stefano Addeo ha insegnato anche in Trentino al Floriani di Riva del Garda. Il ministero annuncia provvedimenti
Dopo la «tempesta» sono arrivate le scuse ufficiale da parte dell’insegnante che, sabato 31 maggio, aveva scritto in un post sul suo profilo Facebook (pubblico), di «augurare alla figlia della Meloni la stessa sorte della ragazza di Afragola», ossia di Martina Carbonaro, vittima di femminicidio, uccisa da un diciannovenne che frequentava. Addeo vive a Marigliano, in provincia di Napoli e insegna in un istituto superiore del capoluogo di Provincia. In passato, dal 2009 al 2013, ha insegnanto anche in Trentino, all’Itet Floriani di Riva del Garda lingue e letteratura straniera.
«Chiedo scusa per il contenuto del post – ha dichiarato il professore al Roma, giornale online del Napoletano – non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina. Ma non ritiro le mie idee politiche: non mi sento rappresentato da questo governo. Ho scritto il post nella notte, dopo aver sentito al telegiornale che l’Italia continuava a inviare armi a Israele. Mi sono svegliato la mattina e ho detto: ‘Madonna mia, cosa ho scritto’. L’ho cancellato subito. Mi rendo conto della gravità ma in classe non ho mai fatto politica». Il docente ha poi aggiunto di «aver scritto il post con l’aiuto dell’intelligenza artificiale».
Secondo molti esponenti vicini al governo, però, il suo gesto incompatibile sarebbe incompatibile il ruolo di educatore. Il coordinatore di FdI del Trentino Alto Adige, Alessandro Urzì lo ha accusato «di voler giustificare la barbarie con motivazioni politiche e di dipingersi come vittima». Anche la premier Meloni ha commentato con preoccupazione il clima d’odio crescente, richiamando tutta la politica a difendere i confini del rispetto. Solidarietà alla premier è arrivata da esponenti della maggioranza, dell’opposizione e dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Intanto emergono precedenti simili da parte del docente, con altri post contenenti minacce contro figli di esponenti governativi. Il Ministero dell’Istruzione, per voce del ministro Giuseppe Valditara, ha annunciato provvedimenti disciplinari già dal 3 giugno, sottolineando l’importanza del ruolo educativo degli insegnanti e la necessità di mantenere decoro e dignità nella professione.
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