la tragedia
giovedì 6 Marzo, 2025
Schianto in Kenya, attesa per il rimpatrio della salma di Karen Demozzi. Indagini sulla dinamica dell’incidente
di Patrizia Rapposelli
L’ambasciata d’Italia a Nairobi e il consolato onorario a Mombasa monitorano la situazione mantenendo il massimo riserbo
La salma di Karen Demozzi – l’imprenditrice 51enne socia dell’azienda di famiglia Tecnodue Spa di Trento, morta in Kenya, dopo che il minivan sul quale viaggiava con l’amica e coetanea Renata Fortarel di Trento e altri quattro italiani è uscito fuori strada, ribaltandosi – non arriverà in Italia prima della prossima settimana. Mentre il resto dei passeggeri feriti, tra i quali la trentina Renata Fortarel, potrebbero, invece, rientrare già in questi giorni.
Una delle turiste minorenni, rimasta fortunatamente illesa, ha già fatto rientro in patria. L’ambasciata d’Italia a Nairobi e il consolato onorario a Mombasa monitorano la situazione mantenendo il massimo riserbo. Silenzio anche sulle dinamiche dell’incidente.
In Kenya sono ancora in corso gli accertamenti da parte delle forze di polizia locale per chiarire e appurare le responsabilità del terribile schianto costato la vita alla trentina Karen Demozzi, 51 anni, e al milanese Michele Curcio, 39 anni.
L’attesa
C’è attesa. C’è da aspettare. Non ci sono certezze per i familiari dei passeggeri del pulmino che è uscito fuori strada ribaltandosi, probabilmente dopo un contatto con un camion che cercava di sorpassarlo. Anche in merito alle tempistiche per il rientro delle salme. Il papà della vittima 51enne, Paolo Demozzi, ieri sul nostro giornale, ha detto: «Aspettiamo di capire quando potrebbero rimpatriare la nostra Karen, ma sappiamo già che potrebbero volerci giorni e giorni». Si unisce nella straziante attesa anche la comunità di Albiano, il paese adottivo di Karen Demozzi. La donna, originaria di Gardolo, risiedeva ad Albiano con i figli Gabriele, 23 anni, e Giorgia, 19 anni, Odorizzi da 25 anni. Quella comunità ora sta vivendo l’incubo della sua scomparsa. Il sindaco di Albiano, Lona Martino, ancora scosso, fa sapere: «Aspettiamo tutti di avere notizie sulla salma di Karen. Ci dicono è questione di giorni», consci tutti dell’iter burocratico per il rientro del feretro in Italia, in Trentino. Ma sono ore di apprensione anche per i feriti italiani: tra questi Renata Fortarel, l’amica e coetanea dell’imprenditrice che non è sopravvissuta alle ferite riportate nel violento impatto, dopo che il minibus si è ribaltato fuori strada.
Il volo verso casa
Da quanto trapela, Renata Fortarel avrebbe lividi ovunque, dopo lo schianto sarebbe stata portata all’ospedale di Mombasa. I familiari fanno sapere che uscita dal reparto di rianimazione avrebbe chiamato le figlie per rassicurarle sul suo stato di salute. Domani, se i medici daranno l’ok, Renata Fortarel potrebbe riprendere l’aereo che da Mombasa la riporterà in Italia da sola.
Dinamiche da chiarire
Al momento le informazione che arrivano sono poche riguardo la dinamica dell’incidente. Il ministro degli Affari Esteri, con l’ambasciata d’Italia a Nairobi e il Consolato onorario a Mombasa, stanno cercando di ricostruire l’incidente avvenuto tre giorni fa in Kenya, nella zona della località Diani. Stando alle ricostruzioni, un camion avrebbe azzardato un sorpasso impattando contro il pulmino che nella collisione si è ribaltato finendo nello sterrato. Le cause dell’incidente sono al vaglio. La gita a cui stavano partecipando i turisti italiani, tra i quali le due trentine, era stato organizzato da un tour operator italiano che ha incaricato i suoi rappresentanti in Kenya di prestare assistenza ai feriti ricoverati in ospedale.
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