Il caso

mercoledì 14 Giugno, 2023

Minacce alla figlia, lei lo licenzia. Ex imprenditore condannato

di

Vessazioni durate anni: «Non accettava una donna al comando»
Un fiume di insulti, di qualsiasi tipo. Un vero e proprio prontuario del vituperio che non trascura nulla. Frasi sessiste, umiliazioni che riguardano l’aspetto fisico (e non è sbagliato parlare, in questo caso di bodyshaming) e la capacità di svolgere il proprio lavoro. Parole già censurabili se dette da un datore di lavoro a un dipendente, ma che fanno ancora più impressione proferite da un padre alla propria figlia. Un padre che, peraltro, era stato formalmente «assunto» (e poi licenziato) dalla ditta intestata alla donna, una trentenne residente nelle Giudicarie. Per questo motivo lui, un trentino prossimo ai settant’anni, è stato condannato, in appello a otto mesi di carcere e al pagamento di 1.80...

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