Cronaca

domenica 8 Novembre, 2026

Circonvallazione ferroviaria, a Rovereto cittadini al lavoro per difendere il territorio: «L’opzione 0 è possibile»

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I cittadini, divisi in gruppi, si stanno occupando di tematiche diverse: c’è chi studia le politiche del traffico, la saturazione della linea esistente e l’alternativa zero, chi la comunicazione e l’informazione, e chi il coinvolgimento dei territori

È un gruppo sempre più numeroso quello che prende parte ai tavoli di lavoro spontanei sulla Circonvallazione di Rovereto con l’obiettivo di dare il proprio contributo «in difesa del territorio». Ieri, all’auditorium del Brione, è andato in scena un nuovo incontro, coordinato da Federica Mattarei, al quale hanno preso parte una sessantina di persone. Tra i presenti persone di tutte le età, dai giovani agli anziani. Tutti uniti con un’unica volontà: quella di fare sentire la propria voce ed essere parte attiva del processo decisionale. Attualmente i cittadini sono divisi in gruppi che si occupano di tematiche diverse: c’è chi studia le politiche del traffico, la saturazione della linea esistente e l’alternativa zero, chi la comunicazione e l’informazione, e chi il coinvolgimento dei territori. Ci sono poi i tavoli dedicati all’ambiente e alla salute per studiare eventuali criticità, e quelli per l’organizzazione delle assemblee sul territorio. Insomma, un tavolo per approfondire e organizzare ogni dettaglio con l’obiettivo di arrivare pronti alla presentazione del Progetto di fattibilità tecnico economico (Pfte) e poter capire, e far capire a tutto il territorio, quello che potrebbe succedere. «I cittadini devono arrivare alla presentazione del progetto di fattibilità consapevoli dei problemi per il territorio e stare vicini agli enti locali nel momento del confronto con Rfi» ha sottolineato Mattarei. Per i cittadini, infatti, l’ipotesi progettuale presentata nel corso del dibattito pubblico comporta enormi rischi per tutta la valle: «Non vogliamo che le risorse locali vengano compromesse» è stato ribadito. La preoccupazione riguarda soprattutto le risorse idriche e più in generale quelle naturali e paesaggistiche.
Tra le prime proposte avanzate dai tavoli quella di monitorare attraverso una videocamera la ferrovia, così da quantificare i passaggi dei treni merci. La volontà dei cittadini è quella di dimostrare che l’opzione zero è una strada percorribile, parere contrario rispetto a quello di Reti Ferroviarie Italiane che a più riprese ha bocciato tale ipotesi. Contrari all’opzione zero, che consisterebbe nel rafforzare l’attuale linea ferroviaria, anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il suo vice Achille Spinelli.
Tra le varie iniziative messe sul piatto dai cittadini, anche quella che vede l’elaborazione di un documento da distribuire a tutta la popolazione, così da informare il territorio. In questo la comunicazione gioca un ruolo fondamentale, tanto che un gruppo di partecipanti si dedica esclusivamente a quella. Durante l’assemblea sono stati proposti anche una serie di nomi per «nuovo» comitato: da «Oltre i Binari» a «Oltre la Linea», passando da «Linea Rossa». Per facilitare ulteriormente la divulgazione dei possibili rischi dell’opera, c’è anche chi ha proposto la realizzazione di azioni teatrali, raccontando nel modo più semplice possibile l’impatto ambientale. A ciò si aggiungono delle manifestazioni come, ad esempio, una biciclettata informativa. È stato anche proposto di coinvolgere i politici locali affinché possano rappresentare le diverse esigenze nei vari Comuni. A prendere parola anche il sindaco di Besenello Walter Battisti, dall’inizio contrario all’ipotesi progettuale presentata da Rfi: «È importante organizzare eventi per informare le persone — ha dichiarato —. Tra i temi importanti c’è quello legato ai Pfas, come Comune di Besenello vogliamo portare una mozione per chiedere al parlamento una legge che limiti fortemente l’impiego di queste sostanze. Anche il tema acqua è importante e va monitorato». Nel frattempo Elio Bonfanti (No Tav), ha annunciano che «sulle terre inquinate sta maturando anche tra le opposizioni del consiglio provinciale una posizione più seria di quella avuta fino ad adesso: nei giorni scorsi è stata presentata una richiesta informativa che sostanzialmente abbraccia l’opinione dei comitati. Stiamo lavorando affinché presentino un ordine del giorno che imponga di effettuare prima le bonifiche e le barriere idrauliche. Se così dovesse essere, il resto non si farebbe se non tra cinquant’anni. Probabilmente, però, non sarà approvata dal consiglio provinciale ma il fatto che anche la politica stia ragionando in questi termini è già un buon segnale». Il comitato tornerà a riunirsi per farsi trovare pronto una volta che sarà definito il progetto.

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