Giustizia
domenica 8 Novembre, 2026
Muore a 24 anni travolto da un albero tagliato, per la famiglia di Simon Vasile Florin risarcimento da un milione
di Ubaldo Cordellini
Lo zio del boscaiolo patteggia una pena di 10 mesi e 20 giorni dopo il pagamento dell'assicurazione
Aveva provocato la morte del nipote di 24 anni abbattendo un albero senza verificare se nelle vicinanze vi fosse qualcuno. La pianta travolse il ragazzo e non gli lasciò scampo. Per la tragedia che costò la vita al boscaiolo Simon Vasile Florin, nei giorni scorsi lo zio di 52 anni, difeso dall’avvocata Maria Coviello, ha patteggiato la pena di 10 mesi e 20 giorni davanti al gip di Trento Marco Tamburrino. Il patteggiamento è stato possibile dopo che l’assicurazione dell’impresa della zona per la quale i due lavoravano aveva risarcito la famiglia del giovane con un milione di euro.
Il risarcimento è stato riconosciuto ai genitori e ai fratelli del ragazzo. Resta il dolore per la perdita prematura del giovane. Zio e nipote erano boscaioli stagionali provenienti dalla Romania. La tragedia si verificò il 19 settembre di due anni fa nei boschi di Ziano di Fiemme. Il ragazzo venne schiacciato da un tronco mentre lavorava in un cantiere forestale in località Cercenai, in val Sadole, nel territorio comunale di Ziano di Fiemme. Uno dei tanti aperti per sradicare le piante colpite dal bostrico. Simon Florin venne colpito in pieno dall’albero. I tecnici dello Uopsal (il Servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro), intervenuti assieme ai carabinieri di Cavalese, hanno ricostruito la dinamica ascoltando molti colleghi, che hanno dato subito piena collaborazione. Secondo il racconto di questi ultimi, lo zio della vittima stava tagliando l’albero e indossava le cuffie per proteggersi dal rumore. Quindi non aveva sentito i richiami delle persone vicine, che volevano avvertirlo del fatto che sotto di lui c’era il ragazzo. Così l’uomo ha proceduto all’abbattimento e la pianta ha travolto il nipote.
I soccorsi sono stati chiamati immediatamente: un’équipe medica è arrivata con l’elicottero decollato da Trento, mentre i vigili del fuoco volontari di Ziano, i primi a giungere sul posto, hanno tentato una manovra di rianimazione. È stato tutto inutile: il ragazzo è morto poco dopo l’incidente. Simon Vasile Florin era arrivato in Italia da poco più di due settimane. Alloggiava a Cavalese, assieme ad altri colleghi. Aveva trovato lavoro nella squadra boschiva guidata da Dumitru Mihali, attiva sul territorio da anni e che, in questo caso, operava in un cantiere gestito da una ditta fiemmese. Veniva da Viseu de Sus, nell’estremità settentrionale della Transilvania: lo stesso paese di Gavrila Grad, il giovane morto a Don, in alta val di Non, poco tempo prima, travolto anche lui da della legna (nel suo caso da dei tronchi posizionati nel piazzale di una ditta di pellet). E proprio da quella zona proviene la maggior parte dei lavoratori attivi in Trentino. Una comunità solida, in cui si conoscono tutti.
La tragedia sollevò le proteste dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, intervenuti per sottolineare il tragico bilancio dei morti sul lavoro in Trentino. Le sigle sindacali sollevarono il tema della sicurezza sul lavoro, soprattutto in ambito forestale (in cui i cantieri del bostrico sono più esposti di altri), della disponibilità di ispettori e dell’alta percentuale di aziende attive sul territorio (il 55%) che non risultano pienamente in regola con le normative sulla sicurezza.
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