il caso

mercoledì 4 Novembre, 2026

Sostituiscono il telefono su Google e vendono auto inesistenti: officina di Gardolo «clonata» dai truffatori per ingannare la gente

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Lorenzo Dalla Costa, titolare della Car service srl di via Praga: «Una signora mi ha chiesto indietro una caparra da 5mila euro. Lì ho capito»

Ormai i truffatori se ne inventano una più del diavolo. Lo dimostra la brutta disavventura capitata a Lorenzo Dalla Costa, titolare della Car service srl di via Praga, a Spini di Gardolo. Fino a ieri mattina l’imprenditore dell’officina era tranquillo, ma non sapeva di essere entrato nel mirino dei truffatori che se ne inventano una più del diavolo. Dalla Costa lo ha scoperto ieri mattina quando una signora l’ha chiamato chiedendo indietro una caparra da 5mila euro e lui non riusciva a capire: «La signora parlava di un anticipo versato per fermare una vettura. E io non capivo. Noi della Car service non vendiamo auto, ma facciamo solo riparazioni di camion. Ci ho messo un bel po’ per spiegarlo alla signora. Noi siamo vittime incolpevoli».

E così, piano piano, si è svelato il doloroso arcano: «Abbiamo capito che il nostro numero di telefono sul profilo di Google era stato sostituito con un telefonino con prefisso 393. Poi avevano messo degli annunci di vendita di auto su Subito.it con quel numero e nome della Car Service. Così se chi leggeva l’annuncio voleva controllare vedeva che corrispondeva a un’attività vera e operativa. Gli annunci erano a prezzi davvero ottimi. Ho visto che c’era anche una Polo a 6mila euro. Prezzi fatti apposta per attirare e trarre in inganno le persone. Avevano pensato a tutto. Infatti la signora ha chiamato per informarsi della macchina che le interessava, l’uomo che ha risposto al telefono le ha fissato un appuntamento sul piazzale davanti alla nostra officina, in modo che se fosse andata veramente avrebbe visto che c’era gente che lavorava in un’attività compatibile anche con una rivendita di auto. Poi le ha detto che non poteva andare perché aveva avuto un impedimento e le ha chiesto un anticipo di 5mila euro per bloccare l’auto. La donna ha versato l’anticipo con un bonifico, ma era tutto finto. Non c’era l’attività di rivendita di auto e non c’era l’auto».

Ma questa non è stata l’unica telefonata ricevuta ieri dalla Car Service: «Poi ci ha chiamato un autosalone che era interessato a una Hyundai. Ed è stato qui che abbiamo capito che era un vero e proprio sistema. Una truffa ben organizzata. Siamo andati in Questura a fare denuncia sia per difendere il nostro buon nome che i cittadini che potevano caderci, ma non c’era personale che potesse prendere la denuncia. Così ci siamo rivolti ai carabinieri, ma anche lì non abbiamo trovato nessuno ed è un vero peccato». Poi Dalla Costa ha scoperto anche di peggio: «Le mie collaboratrici hanno messo il numero di telefono sull’app e hanno visto che corrispondeva alla nostra autofficina e a una di Pordenone. L’abbiamo chiamata e anche loro hanno subito lo stesso inganno. Se ne sono accorti il giorno prima. Sarebbe importante che le forze dell’ordine intervenissero».

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