l'intervista

martedì 3 Novembre, 2026

Andrea Moro a Trento: «I bambini imparano le lingue come se le avessero tutte in testa, poi eliminano quelle che non servono»

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Il linguista e neuroscienziato: «Le macchine vedono soltanto sfilze di parole e possono simulare il linguaggio umano, ma non con la facilità del cervello dei piccoli. Le implicazioni? Pochi potranno utilizzare l’intelligenza artificiale»
Tutte le lingue del mondo, per quanto diverse possano sembrare, rispettano alcuni principi comuni. E quando si prova ad apprendere una lingua costruita al di fuori di questi confini, il cervello reagisce in modo sorprendente: attiva circuiti diversi da quelli normalmente coinvolti nel linguaggio. Lo spiega Andrea Moro, linguista e neuroscienziato, professore alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia e alla Normale di Pisa e socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. Oggi Moro è a Trento per due appuntamenti. Alle 15, a Palazzo Paolo Prodi (aula 006, ingresso libero), apre l’anno dei dottorati del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento con la lezione «Le lingue impos...

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