Celebrazioni
domenica 1 Novembre, 2026
Ognissanti, Tisi: «Nessuna macchina potrà mai avere la forza di una mano che asciuga le lacrime»
di Le. Om.
L'arcivescovo di Trento ha contrapposto la forza del calore umano alla freddezza delle macchine
La forza del calore umano contrapposta alla freddezza delle macchine e di una tecnologia che, sempre più, è parte integrante di una quotidianità che opprime le libertà individuali e di spirito. In questo emisfero valoriale si è dipanata l’omelia di questo 1 novembre, giorno di Ognissanti, enunciata dall’arcivescovo monsignor Lauro Tisi nella chiesa del Redentore del cimitero nel giorno del suo 64 esimo compleanno.
«Nessuna macchina potrà mai avere la forza di un volto che sorride, di una mano che asciuga le lacrime, di un abbraccio, di una carezza». Per Tisi, il ricordo dei propri cari diventa l’occasione di riflettere approfonditamente «sul primato delle relazioni umane in una società sempre più dominata dalla tecnologia – ha spiegato l’arcivescovo -. Ritrovarsi attorno alla memoria di chi abbiamo amato è uno straordinario inno all’umano». «Ai meccanismi di profilazione e omologazione del mondo digitale – monsignor Tisi ha contrapposto – la forza dei volti delle persone amate, capaci di suscitare emozioni anche a distanza di anni. Nessuna tecnologia è in grado di generare la meraviglia di un cuore che si dona». Di fronte alla crescente «cultura della potenza» e alla «preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale», l’arcivescovo ha rilanciato la «civiltà dell’amore» evocata da san Paolo VI durante la Guerra fredda. «Una prospettiva tutt’altro che ingenua o utopistica – ha sottolineato -, ma che mira a fare della fraternità e della giustizia il terreno nuovo in cui coltivare i rapporti tra le persone, le comunità, i popoli».
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