terra madre
venerdì 30 Ottobre, 2026
Dall’Emilia al Trentino in sella: la pedalata di attivisti e ricercatori per raccontare la crisi climatica
di Simone Casciano
Parte oggi «Bike4Sisc», il viaggio autofinanziato in tre tappe che porterà i partecipanti a Bolzano dove si terrà conferenza annuale sul clima. Un anno fa la biciclettata coinvolse 4 persone, quest’anno più di 30
La prima volta era una persona sola, un anno fa erano in quattro, questa volta saranno quaranta. Tanti i ricercatori e gli attivisti, ma anche semplici cittadini, che parteciperanno a «Bike4Sisc», una biciclettata in tre tappe che porterà i partecipanti da Bologna a Bolzano, sede di quest’anno della conferenza annuale della Società Italiana per le Scienze del Clima (Sisc). A raccontare l’iniziativa è Sofia Pasotto, oggi attivista per il clima e divulgatrice, ma anche trentina d’adozione visto che si è laureata all’Università di Trento in studi internazionali nel 2021, che fa parte del gruppo che partirà oggi da Bologna per arrivare a Mantova.
L’idea è stata del climatologo dell’Enea Sandro Calmanti, che nel 2024 decise di raggiungere in bicicletta, da solo, la conferenza di Lecce partendo da Roma. L’anno scorso ci ha riprovato coinvolgendo alcuni colleghi, e tra loro anche Pasotto.. «Quest’anno ci siamo presi per tempo, abbiamo lanciato l’iniziativa sui social e dai 4 dell’anno scorso siamo a 40». Il viaggio durerà fino al 1° novembre. Oggi in sella saranno tra 15 e 20, il gruppo crescerà a 25-30 persone da Mantova e a 35-40 da Ala. Pedaleranno persone di ogni età arrivate da Puglia, Liguria, Piemonte e Lazio, e c’è anche un ragazzo partito da Roma in bicicletta per raggiungere Bologna e fare poi tutto il percorso fino a Bolzano. «In realtà è un semplice, banale viaggio, tutto autofinanziato e un po’ anarchico», racconta Pasotto. Ma mettere insieme esponenti della comunità scientifica, attivisti e cittadini appassionati di bici ha fatto nascere un progetto di racconto: al seguito ci saranno due troupe, una della Rai e una che girerà un documentario commissionato dagli organizzatori, come un diario di viaggio. «È diventato qualcosa più grande di quello che ci aspettavamo e spero più bello». Ogni tappa ha un tema legato ai territori attraversati: la qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico tra Bologna e Mantova, la gestione delle acque e la soggettività giuridica dei corsi d’acqua tra Mantova e Ala, l’agricoltura intensiva e i cambiamenti climatici sull’ultimo tratto fino a Bolzano. Si parlerà anche dell’impatto del clima sulle infrastrutture e degli effetti della finanza, cioè di come la scelta di dove investire i soldi influisca sul cambiamento climatico, e poi della guerra. Il comunicato degli organizzatori parla di un progetto divulgativo per portare alla luce, pedalando insieme, le questioni climatiche e ambientali dei territori. Ma senza un copione: «Nessuno si è preparato qualcosa, vedremo cosa esce spontaneamente dalla pedalata». Arrivando in Trentino, il tema diventano le montagne e i suoi ghiacciai, anche alla luce della ricerca pubblicata sul «T» di ieri.
«Diciamo che il Trentino non ha avuto gli stessi problemi legati al cambiamento climatico delle alluvioni in Emilia Romagna e della siccità in Sicilia», spiega Pasotto, «Però negli ultimi anni si sono visti sempre di più gli effetti del cambiamento climatico e le montagne in Trentino e Alto Adige sono il termometro di questa mutazione, il luogo che ti dice che qualcosa sta accadendo». A partire dai ghiacciai: la loro fusione pesa sulla disponibilità d’acqua, ma cambia anche gli ecosistemi, il rapporto con fauna e flora, «abitudini e equilibri millenari». E tocca l’energia: «Se l’acqua cambia come disponibilità anche l’idroelettrico ne risentirà o quantomeno dovrà cambiare approccio». Per Pasotto l’urgenza oggi è l’adattamento. «Anche a livello internazionale la maggior parte degli investimenti sono sulla mitigazione, che è importantissima. L’adattamento è meno del 10%». E in Italia, aggiunge, «si fa poco purtroppo su entrambi i versanti». L’auspicio è che l’ultima estate spinga verso misure più efficaci per le città: più verde, lotta alle isole di calore, meno auto, trasporti efficienti e «rifugi climatici cittadini in cui le persone possano trovare sollievo da temperature e eventi estremi».
Terra Madre
Ghiacciai in ritiro, non è solo un tema ambientale ma anche di protezione civile. Stefano Fait: «Approvigionamento idrico e territorio più fragile, va monitorato»
di Adele Oriana Orlando
Il dirigente provinciale: «Quest’anno abbiamo registrato un deficit delle precipitazioni nevose invernali compreso tra il 30 e il 50% rispetto alla media»
Crisi climatica
Caldo record, lo studio sulle vittime: 49 morti a Trento nell’estate 2026, 29 sono legati al cambiamento climatico
di Massimo Furlani
In Italia si stimano oltre 13 mila vittime, di cui 8.776 associate al riscaldamento globale. La ricerca di Imperial College e London School of Hygiene and Tropical Medicine analizza 854 città europee
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.