Mondo
mercoledì 28 Ottobre, 2026
Elezioni in Israele, la rimonta notturna di Netanyahu: il Likud primo partito e con gli alleati supera anche il blocco di Eiseinkot
di Redazione
I risultati parziali diffusi dalla Commissione elettorale centrale attribuiscono al blocco favorevole a Benjamin Netanyahu 56 seggi alla Knesset, il Parlamento israeliano, mentre lo schieramento contrario al premier si fermerebbe a 49
Le elezioni in Israele delineano uno scenario ancora incerto. Con circa il 55% delle schede scrutinate, i risultati parziali diffusi dalla Commissione elettorale centrale attribuiscono al blocco favorevole a Benjamin Netanyahu 56 seggi alla Knesset, il Parlamento israeliano, mentre lo schieramento contrario al premier si fermerebbe a 49. I partiti arabi otterrebbero, secondo le proiezioni riportate, 15 seggi.
Nessuno dei due blocchi principali raggiungerebbe quindi autonomamente la maggioranza assoluta di 61 seggi sui 120 complessivi. I dati sono ancora provvisori e potrebbero cambiare con il proseguimento dello scrutinio.
I dati degli exit poll
Un quadro diverso emerge dagli exit poll diffusi da Channel 12. Secondo queste rilevazioni, il Likud di Netanyahu sarebbe il primo partito con 24 seggi, seguito da Yashar, la formazione guidata da Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, con 22.
Nel conteggio complessivo degli schieramenti, il blocco del cambiamento legato a Eisenkot arriverebbe a 52 seggi, contro i 50 attribuiti alla coalizione del premier uscente. Anche in questo scenario, tuttavia, nessuno dei due schieramenti disporrebbe da solo dei numeri necessari per governare.
Nei risultati parziali relativi ai voti scrutinati, il Likud risulta invece in testa con il 20,81%, seguito da Yashar con il 17,06%.
Netanyahu: «Il Likud è primo»
Nonostante il quadro ancora aperto, Netanyahu ha rivendicato il risultato del suo partito e la possibilità di formare un nuovo esecutivo.
«Il Likud è il partito più grande d’Israele e la coalizione ha una maggioranza», ha dichiarato il premier, sostenendo la necessità di formare «un ampio governo di destra nazionale». Netanyahu ha inoltre affermato di voler impedire la nascita di un governo sostenuto dai partiti arabi.
Le sue dichiarazioni arrivano mentre i numeri ufficiali e le rilevazioni all’uscita dai seggi restituiscono scenari differenti sulla distribuzione dei seggi e sulla possibilità di costruire una maggioranza parlamentare.
Trump si prende il merito
Sulle elezioni è intervenuto anche il presidente statunitense Donald Trump, che ha attribuito al proprio sostegno un ruolo nel risultato di Netanyahu.
«Con il mio sostegno Bibi è passato dalla sconfitta a quella che potrebbe essere anche una vittoria», ha affermato Trump, commentando l’andamento del voto.
Per la formazione del prossimo governo sarà decisivo il quadro definitivo dei seggi e la possibilità di raccogliere il sostegno parlamentare necessario. Con lo scrutinio ancora in corso, la composizione della futura maggioranza resta da definire.
Sport
Calcio, nuovo colpo di scena: Infantino verso la rielezione alla Fifa. L'Asia si schiera: 47 federazioni pronte a sostenerlo
di Redazione
L’AFC cambia rotta dopo le critiche di agosto e appoggia il presidente uscente in vista del voto di marzo. Nessun candidato alternativo si è fatto avanti, mentre dal 2027 i contributi alle federazioni saliranno a 25 milioni di dollari
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.