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venerdì 23 Ottobre, 2026
Prima del congresso, Fedriga, Fugatti e Zaia si trovano per una castagnata: tutti e tre non si sono schierati tra Salvini e Garavaglia
di Redazione
L'incontro a Gaiarine, in provincia di Treviso
Alla vigilia del congresso federale del Carroccio, i tre governatori leghisti del Nordest, si sono incontrato e hanno diviso un po’ di castagne. L’occasione è stata quella del «Giorno dell’Autonomia» di Gaiarine (Treviso), che commemora la data in cui, nel 2017, si tenne il referendum in Veneto e in Lombardia. Un appuntamento elettorale che fu estremamente partecipato ma che è rimasto, almeno finora, privo di un esito politico. La presenza contemporanea di tre dei quattro governatori che negli ultimi mesi hanno rilanciato la «questione settentrionale» non passa inosservata. I tre hanno chiesto una riorganizzazione del partito, guardando al modello della Cdu/Csu bavarese, ma nessuno si è candidato alla guida della Lega e nessuno, almeno pubblicamente, ha dichiarato per chi voterà.
La sfida tra Salvini e Garavaglia
Il congresso di Milano, in programma il 24 e 25 ottobre all’Allianz MiCo, avrebbe dovuto confermare per acclamazione Matteo Salvini alla guida federale del partito. La candidatura di Massimo Garavaglia ha però aperto una competizione che si concluderà con una votazione a scrutinio segreto. Salvini resta il favorito, ma la presenza dei tre governatori alimenta le domande su quanto sia forte il malessere di una parte del Carroccio del Nord.
Attilio Fontana ha firmato a sostegno di Garavaglia, mentre Fedriga ha osservato che chi ricopre incarichi istituzionali tende normalmente a non esporsi nella contesa interna. Da Zaia, Fedriga e Fugatti, per ora, nessuna indicazione sul voto.
La castagnata di Gaiarine, appuntamento tradizionale per Zaia anche perché coincide con l’anniversario del referendum sull’Autonomia, è stata invece una prima volta per Fugatti. Fedriga vi era già stato negli anni in cui guidava il gruppo della Lega alla Camera.
Autonomia, sicurezza e questione settentrionale
A fare da sfondo alla serata, oltre alle castagne, sono stati i temi politici cari ai governatori leghisti. Zaia ha parlato di Autonomia, ricordando il referendum di nove anni fa, e si è soffermato anche sulla sicurezza e sulle violenze nelle città, chiedendo un intervento del Parlamento.
Fedriga ha rilanciato la questione settentrionale, definendola una battaglia per «la difesa dei nostri lavoratori che producono e pagano le tasse per tutti» e sottolineando che si tratta di una sfida per il futuro, non di una battaglia di retroguardia.
Il presidente del Friuli Venezia Giulia ha affrontato anche il tema degli scontri urbani, contestando chi invita a comprendere il disagio dei giovani coinvolti negli episodi di violenza. A suo giudizio, chi danneggia le vetrine non rappresenta i ragazzi che studiano e lavorano, e la violenza deve essere repressa con fermezza.
Fugatti è tornato invece sull’Autonomia, ricordando le radici storiche del percorso trentino: «È un processo lungo, noi abbiamo iniziato ancora con l’impero austroungarico».
Video IG: zaiaufficiale
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