il lutto
venerdì 23 Ottobre, 2026
Addio a Lucio Chiricozzi, ultimo direttore Caritro. «Era il “papà bancario”. Punto di riferimento per una generazione»
di Massimo Furlani
L’ex presidente di Iniziative Urbane è morto a 86 anni. Bertamini (Unicredit): «Durante una grande riunione, Lucio fece un discorso così accattivante che il direttore che parlò dopo ammise candidamente “Io non riesco a parlare dopo di lui"»
È morto a 86 anni a Trieste, città d’origine della madre, Lucio Chiricozzi, ultimo direttore generale della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto SpA e figura chiave nella realizzazione del quartiere delle Albere di Trento: «Per tutta una generazione di persone che hanno lavorato in ambito finanziario, Lucio è stato una persona di riferimento – dichiara Andrea Bertamini, ex braccio destro di Chiricozzi in Caritro e poi dirigente Unicredit – Io l’ho sempre definito il mio “papà bancario”. Era una persona di eccezionale professionalità ed empatia, con una grande conoscenza non solo nel suo ambito professionale, vantava un’ampia cultura generale. “Istrionica” è sicuramente un aggettivo che descrive bene la sua personalità: aveva mille sfaccettature, amava la letteratura, l’arte, la musica. Ed era un “toscanaccio” vero, aveva un eloquio sopraffino ed era molto ironico».
Nonostante fosse nato a Terni nel 1940, infatti, Chiricozzi era senese di adozione, cresciuto di preciso a Colle Val d’Elsa. Non era inusuale, racconta anche chi lo ha conosciuto, entrare nel suo ufficio e trovarlo intento a leggere il Vernacoliere, da buon toscano. E ancora, riferendosi agli imprenditori trentini, era solito dire di loro che che «mettevano il naso fuori dal Trentino solo in cordata» per descriverli nella loro prudenza. Il suo percorso lavorativo era cominciato all’interno di Monte dei Paschi, dove in 35 anni aveva ricoperto diversi ruoli dirigenziali viaggiando per tutto il mondo: «Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone – ricorda Bertamini – Diceva di aver fatto una ventina di traslochi in vita sua, un aspetto che dice molto di lui in un campo dove i trasferimenti sono un criterio con cui in parte si misurava il successo di una carriera». Trasferimenti che, nel 1993, lo avevano portato infine a Trento: «Un ambiente con cui si era trovato in sintonia fin da subito: era un grande amante della montagna e della cultura mitteleuropea, in particolare della letteratura tedesca, lingua che sapeva parlare alla perfezione».
Un anno dopo, Chiricozzi era diventato direttore generale della Caritro, la Cassa di risparmio di Trento e Rovereto che successivamente sarebbe stata acquistata da Unicredit: «Attraversò tutte le fasi di quella transizione – spiega Bertamini – Rimase poi in Unicredit fino al suo pensionamento». A Trento, il nome di Chiricozzi è anche strettamente legato alla riqualificazione dell’ex area Michelin, diventate l’attuale quartiere delle Albere progettato da Renzo Piano: «Lui fu l’anima di Iniziative Urbane, la società che comprò il terreno e si incaricò della sua riqualificazione: fu lui a coordinare gli attori chiamati a immaginarne la destinazione». L’impegno lavorativo e i brillanti risultati conseguiti valsero a Chiricozzi, nel 2001, la nomina a Maestro del Lavoro, titolo assegnato a coloro che ricevono il prestigioso riconoscimento della Stella al merito del lavoro conferito dal Quirinale: «Ma anche dopo il pensionamento e il suo trasferimento a Trieste, non aveva mai smesso di continuare a coltivare le sue passioni – racconta Bertamini – Si teneva occupato come pubblicista, rigorosamente in materia finanziaria, continuando a mostrare il suo grande intuito strategico: aveva una spiccata capacità di trattare il “micro” con una visione “macro”, di immaginare le cose in grande». L’ex collega ricorda infine un aneddoto sul suo “papà bancario”: «Durante una grande riunione dei direttori generali delle varie casse di risparmio, quando Lucio prese parola fece un discorso così accattivante, così coinvolgente che il direttore che parlò dopo ammise candidamente “Io non riesco a parlare dopo di lui, ha detto tutto e non so più sinceramente cosa dire”. Tutti gli riconoscevano una capacità oratoria straordinaria, avrebbe potuto tenere conferenze su qualsiasi argomento».
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