Terra Madre

sabato 17 Ottobre, 2026

Siccità da neve, fiumi con portate dimezzate e rifugi senz’acqua: «La montagna è sempre più fragile»

di

Uno studio della Fondazione Cima fotografa gli effetti della crisi climatica sulle riserve idriche: due rifugi su tre hanno avuto problemi di approvvigionamento e quasi uno su tre ha anticipato la chiusura stagionale. Francesco Avanzi: «La media montagna è la più vulnerabile»
Rifugi che anticipano la chiusura, e che in due casi su tre soffrono la sete, siccità che colpisce duro la media montagna più che la pianura, deflusso dei fiumi in alta quota dimezzato. Sono solo alcuni degli effetti causati o aggravati dalla «siccità da neve», un fenomeno che si genera quando la neve manca o fonde troppo presto. A studiarla per la prima volta in maniera sistematica sulle montagne italiane è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale «Hydrology and Earth System Science», che porta la prima firma di Francesco Avanzi, ricercatore della Fondazione Cima. Avanzi, cos’è la siccità da neve e perché è importante studiarla? «Per siccità si intende una scarsità d&#8217...

Leggi in libertà

Web Now

Mensile

I primi tre mesi solo a

1 €

Tutte le notizie del tuo territorio sul sito de ilT Quotidiano e newsletter premium incluse

Abbonati

SE SEI GIÀ ABBONATO

Leggi in libertà

tutti i contenuti

Accedi ora con il tuo abbonamento
SITO PREMIUM o COMBO DIGITALE

Commenti: