Il caso

sabato 17 Ottobre, 2026

Hockey, nel derby con Fiemme i tifosi del Fassa espongono uno striscione con il simbolo del parcheggio per persone disabili: condanna di entrambe le società

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I due club prendono le distanze: «Gesto incivile e inaccettabile»

Uno striscione che ha acceso le polemiche e provocato la dura reazione di entrambe le società. È quanto accaduto giovedì 15 ottobre, durante Val di Fiemme-Fassa Falcons, gara d’andata degli ottavi di finale della Coppa Italia di hockey 2026/27, conclusa sull’1-1 davanti a 733 spettatori, tra cui un nutrito gruppo di tifosi ospiti.

Come riportato dal sito specializzato Hockey Italia, alcuni sostenitori del Fassa hanno esposto uno striscione che accostava il simbolo del Val di Fiemme a quello internazionale delle persone con disabilità, accompagnato dalla scritta «Cianton Bingi Brun». L’immagine ha suscitato critiche per l’utilizzo della disabilità come elemento di scherno nella rivalità sportiva.

Gli sfottò tra tifoserie fanno parte della cultura dello sport, ma, come sottolinea Hockey Italia, ci sono temi che dovrebbero restare fuori dalle rivalità: «Accostare una squadra, o i suoi tifosi, a persone con disabilità, dovrebbe rientrare tra queste. Non è sfottò, è solo cattivo gusto».

La prima presa di posizione è arrivata dal Val di Fiemme HC, che ha condannato con fermezza quanto accaduto in occasione della partita del 15 ottobre. La società ha precisato di non sentirsi offesa dal simbolo della disabilità in sé, «poiché essa non costituisce un’offesa», ma dal suo impiego per deridere la squadra avversaria.

«Un gesto di questo tipo è offensivo e inaccettabile, perché utilizza la condizione delle persone con disabilità come strumento di scherno», si legge nella nota firmata dal presidente Manuel Moser. Il club richiama quindi i valori fondanti dello sport, basati su rispetto, inclusione e uguaglianza, prendendo le distanze da ogni forma di discriminazione e intolleranza.

La società ribadisce inoltre il proprio impegno a promuovere una cultura sportiva rispettosa degli avversari e di ogni persona, esprimendo vicinanza alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Una condanna netta è arrivata anche dalla Sportiva HC Fassa Falcons, che ha espresso la propria «più totale e ferma condanna» nei confronti dei responsabili dell’esposizione dello striscione.

Il club definisce il gesto «incivile e deplorevole» e si dissocia da quanto accaduto, sottolineando che il comportamento di alcuni tifosi non rappresenta i valori della società e della comunità fassana.

«Utilizzare la disabilità come insulto o elemento di scherno è un atto di profonda ignoranza, privo di qualsiasi barlume di civiltà e rispetto per la dignità umana», afferma la società, che ribadisce come razzismo e discriminazioni di ogni genere non troveranno mai spazio nel proprio stadio.

Il Fassa Falcons conclude con le scuse a chiunque si sia sentito offeso e con la conferma dell’impegno a promuovere l’inclusione e il rispetto reciproco, dentro e fuori dal ghiaccio.

Al di là della rivalità sportiva, le prese di posizione delle due società convergono dunque su un punto: la disabilità non può diventare uno strumento di insulto o derisione, né trovare spazio in una competizione che dovrebbe fondarsi sul rispetto degli avversari e delle persone.

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