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sabato 17 Ottobre, 2026

Silvicoltura e tecnologie forestali, aziende trentine e Trentino Sviluppo insieme alla Fiera Interforst a Monaco di Baviera

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Fino a domani, domenica 18 ottobre, in mostra le innovazioni e i progetti del territorio per la salvaguardia dei boschi

Alla Fiera Interforst di Monaco di Baviera – appuntamento internazionale di riferimento per la silvicoltura e le tecnologie forestali a cadenza quadriennale – c’è anche una rappresentativa trentina. Ne fanno parte il Servizio Foreste della Provincia, Trentino Sviluppo e diverse realtà produttive del territorio. Per la prima volta quest’anno, infatti, la rassegna si apre a nuovi format e spazi tematici, come l’area dedicata alle realtà emergenti e alle soluzioni d’avanguardia. La fiera Interforst 2026 – in programma dal 15 al 18 ottobre – si configura come una piattaforma avanzata di incontro e confronto, pensata per favorire lo scambio di conoscenze, esperienze e opportunità tra gli attori della filiera.
“Per la prima volta quest’anno – spiega l’assessore provinciale alle foreste Roberto Failoni – il Trentino partecipa a questa importante fiera con un padiglione di sistema, che racconta il settore nelle sue diverse sfaccettature. Ci sono il Servizio Foreste, le aziende locali, Trentino Sviluppo, la fotografia di un territorio che lavora insieme per valorizzare e preservare il proprio patrimonio naturalistico e forestale, grazie anche all’impiego di nuove tecnologie e al dialogo costante con i territori alpini limitrofi”.

 

Trentino Sviluppo coordina lo stand territoriale, dove sono presenti sei aziende locali, espressione dell’intera catena del valore del settore forestale, dalla riforestazione alla gestione sostenibile delle risorse, fino alle soluzioni per l’energia da legno. Si tratta di Ruma, startup che sviluppa repliche digitali tridimensionali e dinamiche delle foreste per tracciare in modo trasparente e verificabile lo stock di carbonio, la rimozione dell’anidride carbonica, la biodiversità e la salute del suolo; Greifenberg Teleferiche, che da oltre sessant’anni costruisce teleferiche, argani e carrelli; Fanti Legnami, che da settant’anni progetta e realizza strutture in legno certificate; MGT specializzata in automazione industriale e nella realizzazione di magazzini automatici robotizzati e sistemi di gestione per la logistica e la sicurezza; TrentinoRope, produttrice di funi, e Pizeta Rimorchi, che da oltre quarant’anni produce rimorchi agricoli customizzati, collaudati anche come macchina operatrice. Altre tre imprese trentine – FAE, Seppi e Valentini – partecipano alla fiera in modo indipendente.

Presente anche il Servizio Foreste della Provincia autonoma di Trento con il suo dirigente Giovanni Giovannini che ieri, venerdì 16 ottobre, assieme a Kurt Zeigner del Dipartimento di Pianificazione Forestale del Land Tirolo, ha illustrato il progetto “Smart Forestry” nel corso di una conferenza dedicata.
L’iniziativa – volta all’individuazione di nuovi modelli di gestione di boschi e foreste – si svolge nell’ambito della Comunità di lavoro delle regioni alpine ARGE ALP e stabilisce un piano d’azione strategico per il periodo 2025–2028, volto ad affrontare i profondi cambiamenti che interessano i boschi di montagna.

“Questi boschi – spiega Giovannini – sono esposti a sfide importanti, tra cui temperature in aumento, prolungati periodi di siccità, danni provocati da eventi meteorologici estremi e parassiti. Per garantire la resilienza e la protezione del territorio montano, la gestione forestale si affida a pratiche di silvicoltura naturalistica e a strategie di migrazione assistita delle specie arboree”.
Attraverso la collaborazione tra dieci regioni appartenenti ad Austria, Germania, Italia e Svizzera, cui si aggiunge il Liechtenstein, il progetto “Smart Forestry” mira a integrare intelligenza artificiale, dati digitali e telerilevamento nella gestione forestale per renderla resiliente ai cambiamenti climatici.

“Dalle analisi – continua Giovannini – emerge che strumenti come osservazioni satellitari, droni, sistemi LiDAR e modelli per l’individuazione precoce dei danni sono già ampiamente disponibili. Tuttavia, il loro utilizzo rimane frammentato, spesso legato a iniziative individuali, a causa di barriere come la mancanza di competenze digitali, l’assenza di standard e infrastrutture di dati condivise, la rigidità normativa e, non da ultime, le barriere linguistiche”.
Di qui, l’impegno nel progetto “Smart Forestry”, volto a creare un’alleanza solida per proteggere le foreste di montagna, che vada oltre i confini nazionali per unire risorse e competenze e costruire interoperabilità e standard condivisi nell’intero spazio dati alpino. Per sfruttare appieno la digitalizzazione è indispensabile abbattere la frammentazione dei dati, sviluppando interfacce aperte, protocolli d’accesso trasparenti e standard informatici comuni tra le diverse amministrazioni territoriali. Avendo sempre in mente il ruolo dell’intelligenza artificiale, concepita esclusivamente come un sistema di supporto alla decisione umana – e non come un suo sostituto – per migliorare l’efficienza, la sicurezza e la conservazione delle competenze.

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