cronaca
sabato 26 Settembre, 2026
Saldatore muore di neoplasia polmonare, il Tribunale di Rovereto riconosce l’origine professionale della malattia. Moglie e figlia saranno risarcite
di Redazione
Secondo il giudice l'uomo lavorava in un «ambiente senza areazione e mancato utilizzo delle protezioni». L'Inail: «Era un accanito fumatore»
Il Tribunale di Rovereto ha riconosciuto l’origine professionale della neoplasia polmonare di un lavoratore saldatore, deceduto nel 2023, ritenendo determinante la concreta esposizione alle sostanze presenti nell’ambiente di lavoro nonostante l’Inail avesse contestato che il lavoratore fosse formalmente addetto alla lavorazione dell’acciaio inox. Il Tribunale ha conseguentemente riconosciuto alla moglie e alle figlie la rendita ai superstiti e l’assegno funerario.
Il fatto
Un operaio, dipendente come saldatore di ferro dal febbraio 1990 al novembre 2023, decede a seguito di una neoplasia polmonare.
La moglie e le figlie, seguito alla morte, chiedono all’Inail il riconoscimento della rendita ai superstiti e dell’assegno una tantum per uso funerario. Un diritto previsto dall’art. 85 D.P.R. 1124/1965 che scatta qualora un infortunio sul lavoro o una malattia professionale abbiano causato la morte del lavoratore.
Infatti, varie pubblicazioni scientifiche riportano che l’esposizione ai fumi di saldatura aumenta il rischio di cancro ai polmoni, indipendentemente dal metallo saldato, dal metodo di saldatura e indipendentemente dall’esposizione all’amianto o al fumo di tabacco.
La moglie e la figlia sostenevano, quindi, che la patologia fosse di origine professionale, in conseguenza dell’esposizione pluridecennale ai fumi di saldatura.
L‘Inail aveva, però, respinto le domande, sostenendo, tra l’altro, che il lavoratore non fosse stato adibito alle lavorazioni dell’acciaio inossidabile bensì al reparto della saldatura del ferro, e fosse un accanito fumatore.
Le ricorrenti hanno quindi proposto ricorso al Tribunale di Rovereto. Lo scorso 24 settembre il Giudice del Lavoro Michele Cuccaro emesso la sentenza che prevede l’origine professionale della neoplasia polmonare.
In breve, il giudice, ha deciso che a causare il decesso del lavoratore siano state proprio le le condizioni di lavoro che prevedevano promiscuità dei reparti, mancanza di aerazione e mancato utilizzo dei DPI.
La promiscuità tra lavorazione del ferro e dell’inox ha portato quindi il giudice a ritenere che il lavoratore fosse stato esposto anche a cromo esavalente e nichel, indicati nella sentenza come sostanze tabellate per la neoplasia polmonare.
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