ciclismo
sabato 26 Settembre, 2026
Matteo Trentin è pronto per il mondiale: «Sarò il regista dell’Italia. Senza Pogacar la corsa è aperta»
di Angelo Zambotti
Il borghigiano classe 1989 domani gareggerà a Montreal: «I grandi favoriti per l’oro? Remco Evenepoel e Paul Seixas»
Domani a Montreal (partenza alle 15 italiane) si assegna la maglia più ambita del ciclismo, quella iridata dei professionisti. Saranno 273,2 i chilometri da percorrere sulle dure e a volte imperfette strade canadesi, con l’Italia che non parte con i favori del pronostico ma che punta a far saltare il banco. Certo, per sognare di mettere fine al digiuno che dura dal trionfo di Alessandro Ballan a Varese 2008 (prima di allora, mai nel Dopoguerra gli azzurri erano rimasti a secco più di un decennio) bisogna essere piuttosto ottimisti, ma in una gara sfiancante come quella che ci si attende pure le previsioni della vigilia potrebbero saltare. Nella squadra disegnata dal ct Roberto Amadio, che ha chiamato pure il talento ligure Lorenzo Finn (iridato due anni fa tra gli junior e lo scorso anno tra gli under 23), il più esperto è il classe 1989 borghigiano Matteo Trentin, il cui esordio nel Mondiale professionisti risale al 2012.
Trentin, si emoziona ancora nell’indossare la maglia della Nazionale?
«Sì. Vestire la maglia azzurra è sempre una bella sensazione, anche perché soprattutto nel ciclismo capita raramente, se proprio ti va bene la indossi due-tre volte l’anno. Per me è sempre bello portare in giro i nostri colori e la nostra bandiera».
Com’è il tracciato canadese?
Molto duro e selettivo, soprattutto se la corsa verrà interpretata “alla garibaldina” come capita spesso nelle gare degli ultimi tempi».
Come cambierà la corsa più attesa dell’anno senza il numero 1 del mondo, Tadej Pogacar?
«Senza Pogacar (out dopo la caduta alla Vuelta, ndr) secondo me ci sarà molta più gente che potrà puntare dritto alla maglia iridata o quantomeno alla zona medaglie. Insomma ci sarà un grande rimescolamento di carte».
Chi vede partire con i favori del pronostico?
«I grandi favoriti per l’oro in questo momento sono secondo me Remco Evenepoel e Paul Seixas, e dopo il belga e il francese in terza battuta metto Isaac Del Toro. Però al via ci sono molti altri corridori di spessore, tra i quali noi presentiamo Giulio Ciccone, Giulio Pellizzari e Davide Piganzoli, ma attenzione perché come sorpresa potrebbe inserirsi pure Alberto Bettiol visto com’è andato due settimane fa al Gp Montreal (il toscano ha chiuso la corsa al 12° posto, ndr)».
In questo contesto, che parte reciterà Trentin?
«Il mio ruolo sarà più che altro di regista e di supporto, poi poche ore prima della gara entreremo nel dettaglio della strategia».
Il meteo non esclude la pioggia: cosa significherebbe?
«L’eventuale pioggia secondo me rimescolerebbe ulteriormente ogni carta, anche perché la corsa in quel caso si farebbe più dura di quello che già prevedo».
Sarà pure il primo Mondiale senza Stefano Casagranda, uno dei suoi primi tifosi oltre che suo conterraneo…
«A Stefano un anno fa dedicai la Parigi Tours vinta una dozzina di giorni dopo la sua scomparsa: per me è stata una persona davvero importante, quando ero piccolo lo vedevo pedalare e per noi di Borgo era un vero riferimento, ora che sono cresciuto a volte penso a chi potrebbe guardare me con gli stessi occhi ed è una sensazione speciale».
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