Cronaca

lunedì 21 Settembre, 2026

Chico Forti potrà uscire dal carcere: ha ottenuto la semilibertà, con rientro nella casa circondariale di Verona ogni sera

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La misura motivita dal fatto che utilizzerà il tempo a sua disposizione anche per lavorare e per fare attività di volontariato. E ora gli avvocati puntano alla libertà condizionata

Il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha accolto la richiesta di semilibertà presentata dalla difesa di Chico Forti. La decisione è arrivata poco dopo le 16 di oggi, 21 settembre, e rappresenta un ulteriore passo nel percorso di reinserimento dell’ex imprenditore trentino, condannato all’ergastolo in Florida per l’omicidio di Dale Pike e da sempre dichiaratosi innocente. Nello specifico, Forti, potrà uscire dalle 8 alle 20, anche per effettuare attività di volontariato e lavorative. Tuttavia ogni sera dovrà tornare, al carcere di Montorio.

Forti, 67 anni, difeso dagli avvocati Carlo Dalla Vedova e Alessandro Favazza, potrà continuare a uscire dal carcere per svolgere attività lavorative e di volontariato, ma con un ampliamento delle 40 ore già previste nell’ambito del precedente regime. La semilibertà costituisce un avanzamento rispetto alla situazione attuale e si inserisce nel percorso di reinserimento sociale dell’ex campione di vela e windsurf.

Il prossimo obiettivo della difesa sarà la libertà condizionale. L’udienza è già stata fissata per il 24 febbraio 2027.

L’ultima udienza davanti al Tribunale di sorveglianza di Venezia si era tenuta il 16 settembre. In quella occasione era presente anche Bradley Pike, fratello di Dale Pike, il 42enne australiano ucciso a Miami il 15 febbraio 1998 con due colpi di calibro 22 alla nuca.

Bradley Pike ha più volte espresso la propria convinzione dell’innocenza di Forti e manifestato solidarietà nei confronti dell’ex imprenditore trentino. Nel corso di un’intervista alla trasmissione televisiva Quarto Grado, il fratello della vittima aveva dichiarato: «Noi non vogliamo nessun risarcimento, vogliamo solo Chico libero»

Il precedente passaggio davanti al Tribunale di sorveglianza risale al settembre 2025, quando la difesa di Forti aveva chiesto la libertà condizionale, una misura diversa dalla semilibertà e caratterizzata da un regime di uscita dal carcere accompagnato da specifici obblighi e prescrizioni.

L’istanza era stata respinta dal collegio. Contro quella decisione i legali di Forti avevano presentato ricorso in Cassazione, successivamente respinto, con la conseguente conferma del provvedimento del Tribunale di sorveglianza.

Nel frattempo Forti aveva iniziato a svolgere attività all’esterno del carcere grazie a un provvedimento concesso dal Tribunale di sorveglianza nel dicembre 2025.

Tra le attività svolte, un corso di formazione professionale per pizzaioli e il volontariato. Elementi che, insieme alla buona condotta, al lavoro all’esterno, ai percorsi di giustizia riparativa e ai permessi premio fruiti con maggiore ampiezza rispetto al passato, sono stati valorizzati dalla difesa nella richiesta di ulteriori benefici penitenziari.

Forti ha trascorso 25 anni nei penitenziari della Florida e circa due anni nel carcere di Verona Montorio, dove sta scontando la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike.

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