La polemica

venerdì 18 Settembre, 2026

Dopo l’apertura in Trentino, la stagione della caccia parte anche a livello nazionale. Lav: «Tutto per accontentare una minoranza»

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L'associazione contro il «ddl sparatutto» del ministro Lollobrigida: «Ministero dell'ambiente relegato a ruolo di passacarte»

Domenica 20 settembre la stagione venatoria partirà in tutta Italia. In Trentino, in realtà, l’apertura è stata anticipata allo scorso 6 settembre. Una data che, come di consueto, solleva le polemiche delle sigle animaliste.

A prendere parola é la Lav: «Anche quest’anno torna, puntuale come la morte, il periodo più devastante per gli animali selvatici, per la natura e anche per i cittadini che vivono fuori dai centri urbani – riporta l’associazione – Fino a 400 milioni di animali selvatici potranno essere massacrati per lasciare libero sfogo alla sanguinaria passione di una risicata minoranza di cittadini corteggiata da buona parte della politica, insensibile alla sofferenza e al sangue versato dagli animali. Circa 400mila cacciatori da domenica prossima e con il sorriso sulle labbra dispenseranno morte, sofferenza e tonnellate di piombo nel nostro ambiente, entrando impunemente in casa d’altri grazie a un articolo del Codice civile approvato durante il ventennio fascista che consente solo ai cacciatori di entrare nelle proprietà private altrui senza poter essere allontanati.».

Nel «mirino» della Lav anche il ddl fortemente voluto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che dovrebbe essere approvato in aula nei prossimi mesi: «Per gli animali selvatici questa maggioranza parlamentare e questo Governo sono stati certamente i più nefasti della storia repubblicana – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav dell’Area Animali Selvatici – con un Ministro dell’Agricoltura cacciatore, che ha imposto la sua linea relegando al ruolo di passacarte un Ministro dell’Ambiente che da ottobre 2022 è caduto in una sorta di profonda letargia per quanto riguarda il tema caccia. Lo stesso Ministro dell’Ambiente che ha tenuto nascosta per mesi la lettera con la quale la Commissione Europea aveva avvisato il nostro Governo dei numerosi profili d’illegittimità contenuti nel “ddl sparatutto”. Seguita a ruota da analoghe critiche formulate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome».

«Non possiamo più tollerare la dittatura di una minoranza che vuole imporre la sua cruenta presenza mettendo a rischio anche la sicurezza dei cittadini», conclude la Lav.

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