Economia
mercoledì 16 Settembre, 2026
La corsa dei prezzi non si arresta, ad Agosto inflazione al +3%. I sindacati: «La Provincia intervenga»
di Redazione
In particolare, i costi legati ad abitazioni e utenze registrano un incremento dell’8,1%
Torna a crescere la pressione dei prezzi sulle famiglie trentine. Ad agosto l’inflazione in provincia ha raggiunto il 3% su base annua, con un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto a luglio. Il dato è inferiore alla media nazionale, che ad agosto si è attestata al 3,3%, in crescita dal 2,9% del mese precedente.
A preoccupare maggiormente sono soprattutto le voci di spesa difficilmente comprimibili. Secondo i dati richiamati da Cgil, Cisl e Uil del Trentino, i costi legati ad abitazioni e utenze registrano un incremento dell’8,1%, mentre quelli relativi ai trasporti sfiorano il 5%.
Per i tre sindacati, la dinamica dei prezzi rischia di incidere soprattutto sulle famiglie con redditi fissi, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati. L’aumento dell’inflazione si inserisce, secondo le organizzazioni sindacali, in un quadro caratterizzato anche dalla debole crescita dell’economia provinciale e da costi più elevati per mutui e prestiti.
A puntare il dito contro le politiche provinciali sono i segretari generali Andrea Grosselli per la Cgil, Michele Bezzi per la Cisl e Walter Largher per la Uil.
«Di fronte a questa situazione, che denunciamo ormai da mesi, sconcerta l’immobilismo della Provincia», sostengono i tre sindacalisti, criticando in particolare la mancata revisione delle misure di welfare e dell’Icef in relazione all’inflazione.
Nel mirino anche le politiche contro il caro energia e carburanti e gli incentivi destinati al risparmio energetico e alla mobilità elettrica. Secondo Cgil, Cisl e Uil, servirebbero interventi capaci di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e di accompagnare imprese e cittadini nella fase di aumento dei costi.
Un altro fronte considerato particolarmente delicato è quello della casa, il cui peso sui bilanci familiari, secondo i sindacati, continua a rappresentare una delle principali cause di difficoltà economica.
Cgil, Cisl e Uil chiedono quindi alla Giunta provinciale di aprire rapidamente un confronto sulle misure da adottare contro il carovita.
«Le risposte di Piazza Dante al carovita non possono limitarsi ad uno sconto sull’abbonamento per il trasporto pubblico locale», affermano i sindacati, chiedendo un intervento più ampio sul welfare e sul sostegno alle famiglie.
Resta infine il tema degli stipendi. Per le tre organizzazioni sindacali è necessario rilanciare la contrattazione integrativa, così da contribuire a ridurre il divario tra la crescita del costo della vita e l’andamento delle retribuzioni.
La richiesta arriva mentre anche a livello nazionale l’inflazione ha ripreso ad accelerare: secondo Istat, ad agosto i prezzi al consumo sono aumentati del 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio.
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