La cerimonia

domenica 13 Settembre, 2026

Sant’Ilario ricorda le 18 vittime del bombardamento del 1944: «Un monito per costruire la pace»

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A 82 anni dal bombardamento sulla campagna di Sant’Ilario, una cerimonia ha ricordato le vittime civili. Presente anche l’assessore provinciale Simone Marchiori

Diciotto vittime, una campagna che si pensava disabitata e un bombardamento che invece colpì contadini e passanti. A 82 anni da quel 13 settembre 1944, Sant’Ilario di Rovereto ha ricordato le persone rimaste uccise durante uno degli episodi più tragici della seconda guerra mondiale.

La commemorazione si è svolta con una funzione religiosa e la deposizione di una corona d’alloro accanto al monumento di via Tiella, eretto proprio per ricordare le vittime e recentemente risistemato. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, con il patrocinio del Comune di Rovereto, della Circoscrizione Nord e del Comitato Sant’Ilario 13 settembre 1944.

Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore provinciale Simone Marchiori, che ha sottolineato il valore della memoria. «Oggi ricordiamo un episodio drammatico risalente alla seconda guerra mondiale – ha affermato – di cui è doveroso mantenere la memoria perché è un esempio chiaro dell’effetto dei conflitti sulla popolazione civile, quindi anche su chi non partecipa materialmente agli scontri».

Il 13 settembre 1944, un aereo statunitense decise di liberarsi di alcune bombe, scaricandole sulla campagna ritenuta disabitata, ma frequentata invece da contadini e passanti. Le deflagrazioni causarono 18 vittime.

«Quanto avvenuto allora è anche un monito rivolto a tutti noi, un invito a non essere indifferenti a quanto accade nel mondo ma perseguire, ognuno con le sue possibilità, la pace, partendo dall’uso di parole di pace e di distensione», ha aggiunto Marchiori.

Nel corso della cerimonia l’assessore ha ricordato anche il tributo pagato dal Trentino alle guerre del Novecento e il percorso compiuto dall’Europa dopo il secondo conflitto mondiale.

«Anche il Trentino – ha proseguito – ha pagato un tributo ai conflitti del secolo scorso. Partendo dalle macerie della guerra, però, grazie alle intuizioni di uomini illuminati, si è costruito un percorso di ricomposizione dei conflitti, di collaborazione tra culture diverse, di rispetto tra i diversi Paesi europei, di riconoscimento sul piano locale della specialità della nostra storia, sancito anche dall’autonomia politico amministrativa».

Un percorso che, secondo Marchiori, ha contribuito allo sviluppo economico e sociale del territorio e alla costruzione dell’Europa contemporanea. «Tutto ciò ha creato le premesse per lo sviluppo economico e sociale che oggi conosciamo. Grazie a questo percorso l’Europa è guardata oggi come la terra del benessere e della democrazia. Si tratta di traguardi raggiunti ma anche di obiettivi da perseguire ogni giorno. Questo è il nostro impegno per il presente e per il futuro».

Alla cerimonia hanno partecipato anche Fabio Mattevi, presidente regionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Norma Cescotti, unica superstite del bombardamento, la sindaca di Rovereto Giulia Robol e la presidente della Circoscrizione Nord Tamara Lambiase.

Tutti hanno ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime civili per evitare che tragedie come quella di Sant’Ilario possano ripetersi e come stimolo a impegnarsi, ogni giorno, nella costruzione della pace.

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