domenica 13 Settembre, 2026
Pier Davide Macas Jimenez alza al cielo la 58esima edizione della Coppa d’Oro: il sudtirolese vince a Borgo Valsugana
di Angelo Zambotti
Prima di lui avevano trionfato nomi del calibro di Giuseppe Saronni, Gianni Bugno, Ivan Basso, Sonny Colbrelli e Alberto Bettiol
Colpo gobbo di Pier Davide Macas Jimenez alla Coppa d’Oro numero 58: la classicissima per allievi di Borgo Valsugana premia infatti la combattività del classe 2010 della Libertas Laives, che iscrive così il proprio nome e quello di Fabio D’Eramo, direttore sportivo del sodalizio sudtirolese nell’albo d’oro della corsa ciclistica giovanile più prestigiosa d’Italia.
Dopo le due vittorie centrate nei mesi scorsi in terra veronese (che dall’anno prossimo sarà la sua nuova “casa ciclistica” visto che correrà per l’Ausonia Pescantina) e il successo di due settimane fa a Bolzano che avevano mostrato l’invidiabile stato di forma, Pier Davide Macas Jimenez ha così fatto poker nella giornata più attesa dai talenti under 16, succedendo nel dorato elenco di vincitori della Coppa a nomi come Giuseppe Saronni, Gianni Bugno, Ivan Basso, Sonny Colbrelli e Alberto Bettiol, oltre al perginese Nicola Conci e all’aviense Alessio Magagnotti.
Macas Jimenez si è presentato sul traguardo di via Spagolla tutto solo, con tutto il tempo di alzare le braccia al cielo, mostrando la maglia di campione altoatesino di categoria e raccogliendo i meritati applausi del foltissimo pubblico che ha affollato Borgo. Sette secondi più tardi, nella ristretta volata dei battuti, il friulano Sebastiano D’Aiuto si è preso il secondo posto al fotofinish davanti al lombardo Samuele Matteini, con il fratello d’arte Erik Magagnotti (Ciclistica Monselice) ai piedi del podio dopo una prova gagliarda.
Riavvolgendo il nastro sino al momento clou dell’impegnativa gara di 88 chilometri (coperti a una media superiore ai 40 orari) va detto che il trionfatore di giornata ha trovato il momento giusto per l’attacco, sorprendendo tutti, poi ha rilanciato la sua azione quando la strada si è impennata per l’ultima volta verso il Gpm di Telve, da affrontare due volte nella seconda parte della corsa. Una volta rimasto solo, l’allievo della Libertas Laives non ha più concesso nulla agli inseguitori. Una fuga trasformata in capolavoro, una cavalcata solitaria culminata con una giornata che per lui e per la Libertas Laives del presidente Paolo Endrizzi è già storia.
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