Cronaca

domenica 13 Settembre, 2026

Cade dalla moto e viene investito dall’amico: Sukhpreet Singh muore a 20 anni

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La tragedia a Segno nella notte di venerdì: inutili i disperati tentativi di soccorso

Stavano tornando a casa dopo una festa tradizionale per un matrimonio indiano che si sarebbe dovuto celebrare in giornata a Segno. Sukhpreet Singh, 20 anni, era davanti a bordo della sua motocicletta, una Kawasaki verde. Dietro di lui, un amico alla guida di un’auto. Stavano percorrendo una strada comunale abbastanza stretta che collega Taio a Segno, nel Comune di Predaia in Val di Non, venerdì sera pochi minuti prima delle 22. Una via incastonata tra la statale 43 della Val di Non e la ferrovia della Trento-Malé. A un tratto, improvvisa, la tragedia.

All’altezza di una curva il ragazzo, nato a Segno e prossimo a iniziare la facoltà di Informatica a Trento, ha perso il controllo della motocicletta finendo a terra. L’amico, anche lui ventenne e residente a Segno, non ha fatto in tempo a evitarlo e lo ha investito. Il ragazzo alla guida ha cercato di sterzare verso sinistra con una manovra disperata, ma tutto è stato inutile. L’auto ha travolto il giovane, rimasto incastrato sotto il mezzo. Subito il conducente ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco volontari di Segno e un’ambulanza di Trentino Emergenza. Nel frattempo è stato allertato l’elicottero, decollato in volo notturno dalla base di Mattarello e atterrato in un prato poco distante. L’intervento di soccorso si è mostrato fin dall’inizio molto complicato. I vigili del fuoco hanno dovuto mettere in sicurezza la vettura prima di sollevarla per estrarre il ventenne che si trovava sotto. Sono stati minuti concitati. I pompieri hanno attrezzato un paranco per sollevare la macchina e poi sono intervenuti il medico e gli infermieri per spostare il corpo dello sfortunato motociclista. Il medico ha subito tentato una disperata manovra di rianimazione. Per quasi un’ora ha cercato di strappare alla morte il ragazzo, ma non c’è stato nulla da fare. Ogni sforzo è stato inutile. Sukhpreet è morto sul posto e l’elicottero è dovuto tornare vuoto a Trento.

Il giovane era nato a Segno in una famiglia di origine indiana e viveva in paese assieme ai genitori, a un fratello e a una sorella. Familiari che erano con lui alla festa e hanno raggiunto poco dopo il luogo dell’incidente. Infatti, la notizia della tragedia è arrivata in un baleno nel luogo del ricevimento nuziale che, come da tradizione indiana, dura tre giorni. Subito in molti hanno interrotto i festeggiamenti e sono corsi a vedere cosa fosse accaduto. I genitori e i fratelli hanno assistito con il cuore in gola e la speranza negli occhi ai tentativi di strappare Sukhpreet alla morte, per poi scoppiare in un pianto sconsolato ma dignitoso quando hanno capito che non c’era più nulla da fare. Una disperazione che si è subito propagata a tutta la comunità indiana del paese e della valle, dove ormai la loro presenza è diventata molto importante sotto ogni punto di vista.

Sukhpreet era molto conosciuto e apprezzato per il suo carattere allegro e gioviale. Aveva studiato alle superiori e aveva anche lavorato nel ramo della ristorazione, dove molti locali sono gestiti da famiglie indiane. Non aveva però mai abbandonato gli studi, tanto da iscriversi a informatica: a breve avrebbe iniziato a seguire i corsi a Povo. Sul luogo del dramma sono arrivati anche i carabinieri di Cles per ricostruire la dinamica. Hanno subito raccolto la testimonianza dell’amico della vittima che si trovava alla guida della vettura. Il ragazzo, di origine romena, ha spiegato che stava seguendo l’amico a breve distanza e di non aver potuto far nulla quando quest’ultimo è caduto. Lo ha visto perdere il controllo della motocicletta nel curvone della stretta stradina e se lo è ritrovato davanti. Ha frenato, ma lo spazio era troppo ridotto e lo ha travolto. Il corpo è rimasto incastrato sotto il veicolo e il giovane ha chiamato i soccorsi, disperato. I carabinieri hanno effettuato tutti i rilievi per stabilire se i due mezzi procedessero a una velocità adeguata all’ora tarda, alla scarsa visibilità e alle dimensioni della carreggiata, che in quel punto è molto stretta. Si valuta anche se la vettura rispettasse le distanze di sicurezza.

I militari hanno trasmesso gli atti alla Procura di Trento e il pm di turno, Giorgio Bocciarelli, ha iscritto il nome del conducente dell’auto nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale. I rilievi e la successiva inchiesta dovranno stabilire se il guidatore fosse troppo vicino al motociclista. Resta da verificare se si sia trattato di una tragica fatalità oppure se, mantenendo una distanza più adeguata, si sarebbe potuta evitare una morte che ha gettato nel dolore e nella costernazione una famiglia e un’intera comunità.

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