Cronaca
sabato 15 Agosto, 2026
Lo fermano nel parco e gli trovano il cellulare pieno di video pedopornografici: in carcere uomo di 60 anni
di Ubaldo Cordellini
È successo a Trento: aveva una lunga lista di precedenti penali
Si aggirava nel parcheggio sotto il parco di Gocciadoro, dietro all’ospedale Santa Chiara. Sembrava nervoso, come se cercasse qualcosa. Gli agenti di una pattuglia delle volanti della polizia di Trento lo hanno subito riconosciuto. Si trattava di un uomo di 60 anni con tantissimi precedenti, il primo risale al 1988, per reati di pedopornografia, oltre ad atti sessuali con minorenni. Visto che il suo atteggiamento era piuttosto sospetto, gli agenti lo hanno fermato e gli hanno chiesto cosa stesse facendo. L’uomo è sembrato sempre più nervoso e agitato, come se nascondesse qualcosa.
Così gli agenti hanno deciso di portarlo in Questura per un controllo. L’uomo è stato perquisito e con sé aveva un telefono cellulare. Quando i poliziotti gli hanno chiesto cosa contenesse il cellulare, ha fornito la passord per aprire l’apparecchiatura. Così gli agenti hanno potuto analizzare il contenuto del telefono. È emerso che nella memoria e del cellulare c’erano ben 105 filmati a sfondo pedopornografico. Le immagini erano più che esplicite con minorenni per protagonisti. L’uomo ha balbettato qualche scusa, ma la quantità e il contenuto dei files del suo telefono parlavano purtroppo da soli. Così i poliziotti non hanno potuto far altro che arrestare il sessantenne per il reato di detenzione di materiale pedopornografico. Reato che prevede l’arresto in flagranza. Del resto lo stesso sessantenne ha subito confessato ammettendo che quelle immagini gli erano state spedite da altre persone. Ieri mattina l’uomo è comparso per via telematica davanti al gip Gianmarco Giua per l’udienza di convalida dell’arresto in flagranza. Si è avvalso della facoltà di non rispondere e il giudice non ha potuto far altro che convalidare l’arresto e accogliere la richiesta di misura cautelare in carcere presentata dalla Procura per il pericolo di reiterazione del reato.
L’uomo ha una lunghissima lista di precedenti, ma era riuscito in qualche modo a tirarsi fuori da una situazione pesante. Vive a Trento da anni e si è trovato un lavoro stabile. Sembrava essersi messo sulla strada giusta, ma ora queste immagini rischiano di trascinarlo ancora verso il fondo. Il reato di detenzione di immagini pedopornografiche viene considerato come molto grave proprio perché alimenta la produzione di questo materiale con minorenni come protagonisti. Per il momento il sessantenne resterà in carcere a Spini di Gardolo. La difesa cercherà di faro tornare al più presto alla sua vita, forse con un percorso psicologico che lo aiuti a non ricadere più nello stesso errore. Un sostegno per cercare di strapparlo a questo vortice di reati che gli impedisce di tornare alla normalità.
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