Il lutto

venerdì 14 Agosto, 2026

Il cordoglio della politica per Cristiano Maino, morto a 21 anni dopo lo schianto in moto: «Una tragedia per tutta la comunità»

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Il giovane era figlio dell'ex assessora di Arco Francesca Modena e si era candidato con @rco Fucina Comune

Arco si è svegliata con una tragedia umana che ha scosso enormemente la città, i suoi abitanti e la politica locale. Ieri mattina è morto in un incidente stradale Cristiano Maino, giovane ragazzo di 21 anni, di Arco, figlio dell’ex assessora esterna di Arco (giunta Alessandro Betta ndr) Francesca Modena e di Andrea Maino, dietologo in servizio all’Eremo di Arco.

Un lutto che non ha lasciato indifferente la sindaca di Arco Arianna Fiorio e la sua giunta. «Ho appreso con sgomento dell’ennesima strage sulle strade che ha spezzato la giovane vita di Cristiano – scrive Fiorio -, una tragedia per i genitori, la famiglia e gli amici, ma anche per tutta la nostra comunità. Qualunque genitore – continua la sindaca – ha tra le sue maggiori preoccupazioni ciò che può accadere ai propri figli sulle strade. E, come mamma di due ragazzi di 23 e 26 anni, posso solo immaginare lo strazio provocato da questo terribile evento. Una notizia che ha lasciato tutti smarriti e che ci ricorda quanto le nostre vite siano legate a un filo e quanto gli incidenti siano spesso una questione di attimi. Di fronte a un dolore così grande non ci sono parole di consolazione, l’intera comunità di Arco, l’amministrazione comunale ed io personalmente ci stringiamo attorno a Francesca e a tutta la famiglia di Cristiano».

Allo stesso modo, soprattutto visto anche l’impegno politico che il giovane arcense aveva profuso in @rco Fucina Comune candidandosi al fianco della madre, tutti i compagni di quell’avventura lo hanno voluto ricordare stringendosi ai genitori e al fratello più piccolo. «Un genitore non dovrebbe mai sopravvivere al proprio figlio – scrivono da @rco Fucina Comune -. Ci sono dolori davanti ai quali ogni parola sembra piccola, inadeguata. Dolori che non si possono spiegare, perché vanno contro l’ordine naturale delle cose e lasciano un vuoto che nessuno può davvero comprendere fino in fondo. La perdita di un figlio è uno di questi. In momenti come questo non servono grandi discorsi. Serve esserci. Con discrezione, con rispetto, con un abbraccio, anche silenzioso, capace semplicemente di dire: “Siamo qui, accanto a voi.” Una tragedia così grande ci ricorda quanto sia fragile la vita e quanto sia prezioso il tempo che abbiamo con le persone che amiamo. Diciamo più spesso “ti voglio bene”. Abbracciamo di più. Ascoltiamo di più. Perdoniamo. Non rimandiamo un gesto d’amore, una telefonata, una carezza, una parola buona. Perché non sappiamo quanto tempo ci sarà concesso, ma possiamo scegliere quanto amore mettere nel tempo che abbiamo. Oggi – continuano i compagni di lista – il nostro pensiero è soprattutto per mamma Francesca, per il papà Andrea e per tutta la loro famiglia. Come @rco Fucina Comune, vogliamo stringerci a voi con tutto il nostro affetto. Non esistono parole capaci di alleviare un dolore così immenso, ma speriamo possiate sentire intorno a voi l’abbraccio sincero di una comunità che partecipa al vostro dolore. A Francesca, al papà Andrea, al fratello tanto amato e a tutti i loro cari va la nostra vicinanza più profonda, rispettosa e affettuosa. Ci sono persone che, anche quando non possiamo più stringerle, continuano a vivere nell’amore che hanno lasciato, nei ricordi, nei gesti, nelle parole e nel cuore di chi le ha amate».

Una tragedia che ancora una volta trova origine sulla strada e che in Alto Garda sembra essere diventata una strada di morte sulla quale, qualche riflessione, andrebbe fatta.

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