Val di Fiemme
lunedì 10 Agosto, 2026
La storica Baita Caserina di Tesero verso la riapertura in inverno: c’è il bando del Comune
di Gianfranco Piccoli
Previsto un contratto di sei anni a partire da ottobre 2026: base d’asta di 288mila euro
Salvo sorprese, riaprirà per la stagione invernale Baita Caserina, il locale sull’Alpe di Pampeago, a quasi duemila metri di quota, chiuso nei mesi estivi per permettere all’amministrazione comunale di Tesero di completare i lavori di messa a norma della struttura. Due giorni fa è stato pubblicato l’avviso di asta pubblica per la gestione della Baita: il bando è della durata di sei anni a partire da ottobre 2026 con una base di 48 mila euro all’anno e per un totale di 288mila. Sarà – come spiega il sindaco di Tesero, Massimiliano Deflorian – un’asta con una base superiore rispetto agli anni precedenti, quando il locale è stato assegnato per per un canone di 45mila euro annui (ad aggiudicarselo era stato Valerio Piazzi, dell’Hotel Scoiattolo), 7mila in più rispetto ai 38mila della base d’asta.
Si diceva della chiusura estiva. La Baita Caserina aveva necessità di una serie di interventi, i più importanti riguardano il rifacimento della cucina, degli impianti e la ricollocazione delle bombole del gas, che sono state interrate: «Un intervento ormai concluso – spiega Deflorian – che comporterà una spesa complessiva di circa settantamila euro».
Baita Caserina rappresenta un’offerta fondamentale per l’Alpe di Pampeago e occupa una posizione strategica sul Monte Agnello, unica struttura ricettiva lungo una pista che può contare – tra stagione estiva e invernale – su un milione di passaggi. Non solo: la baita si trova anche sulla direttrice di RespirArt, il parco artistico che si snoda su un percorso di tre chilometri tra installazioni e paesaggi mozzafiato. Insomma, una struttura che rappresenta un’offerta per gli sciatori in inverno e per gli escursionisti in estate.
I lavori realizzati in questi mesi non pregiudicano un possibile intervento più radicale, come per altro già ipotizzato dalla precedente amministrazione guidata da Elena Ceschini: «Chi ci ha preceduto ha realizzato nel 2024 un’analisi di fattibilità per una ristrutturazione completa – spiega Deflorian – l’intervento che sta per essere concluso non andrà a interferire con questa prospettiva, che resta in piedi». In quel caso, però, lo sforzo economico sarà notevole: «Si parla di un intervento per il quale si ipotizza una spesa di 1,5 milioni di euro, che l’amministrazione non può sostenere da sola». In realtà il Comune ha già un «tesoretto» da 450mila euro, frutto – spiega il sindaco – della passata vendita di Malga Pampeago: quei soldi sono vincolati ad uso civico, nello specifico a Baita Caserina. Va da sé: con un bando di sei anni alle porte, il progetto di ristrutturazione non è nell’agenda delle cose da fare a breve termine. «In ogni caso la nostra idea è di attuare un progetto pubblico-privato per far fronte all’eventuale investimento», spiega ancora Deflorian.
L’attualità è l’asta per la gestione di Baita Caserina. Le domande vanno presentate entro le ore 12 del 15 settembre. All’offerta tecnica verranno assegnati un massimo di settanta punti, a quella economica trenta punti. G.F.P.
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